Carpi, un Eurospar e un parco al posto dell’ex Blumarine
Alessandro Urban, direttore regionale Despar Emilia-Romagna ha dichiarato: “Sintonia e condivisione di valori stanno rendendo possibile la concretizzazione di un progetto per il quale la collaborazione fra Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar, l’amministrazione pubblica e la proprietà dell’area è determinante. Carpi è una città molto significativa per la nostra azienda perché ha rappresentato per noi uno dei primi importanti investimenti con l’insegna Interspar sull’Emilia-Romagna con numeri e commenti che ci stanno dando ragione. Oggi vogliamo replicare con la nostra insegna Eurospar garantendo a tutti i cittadini la qualità a cui li abbiamo abituati in un format più che punta a inserirsi nel quartiere garantendo prossimità e accessibilità. Un progetto curato nei dettagli e nelle ricadute a favore della collettività che vedrà luce dopo l’approvazione del PUG. Da parte nostra c’è grande entusiasmo e non vediamo l’ora di poter concretizzare questo intervento che riserverà gradevoli sorprese sia sotto il profilo immobiliare che per quanto concerne i contenuti commerciali”.
A proposito del progetto, ecco cosa ha spiegato Riccardo Righi, assessore all’Urbanistica del Comune di Carpi: “Con l’avvicinarsi del nuovo Piano Urbanistico si apre una nuova stagione di interventi che guardano alla tutela del suolo, la sostenibilità e capaci di contribuire alla città pubblica. È con questo spirito che abbiamo approvato la proposta di accordo per la sostituzione urbanistica dell’ex Bluemarine a favore di nuove aree verdi, collegamenti ciclopedonali, strutture a impatto zero e posti di lavoro”. Fra i motivi che hanno portato la Giunta al sì, perché di rilevante interesse per la comunità locale, l’assunzione di trenta persone a regime nella struttura di vendita alimentare medio-piccola”.
Anche Gianguido Tarabini, amministratore e proprietario dell’immobiliare La Bergamasca, ha espresso soddisfazione per il progetto di riqualificazione: “Un edificio ormai vuoto e inutilizzato da anni diventerà di fatto un servizio per i cittadini e migliorerà tutto il quartiere, portando più verde e togliendo cemento: questo mi rende contento, anche perché fin dall’inizio delle trattative è emersa grande serietà e soprattutto un progetto e uno studio preparatorio di elevata qualità che, sono certo, piacerà anche alla cittadinanza”.
L’insediamento produttivo occupa circa un ettaro, l’80% del quale coperto dai capannoni o da aree cortilive impermeabilizzate destinate a parcheggio. Il progetto prevede che l’attuale superficie coperta dai fabbricati, cioè 5.227 metri quadri, sarà ridotta del 55%, scendendo a 2.353 metri quadri; questo a favore di superfici a “verde permeabile”, per complessivi 2.720 metri: ne sono previsti infatti 639 “in cessione”, 560 “privato alberato” e soprattutto 1.521 di parco “inclusivo”, attrezzato con strutture ludiche e senza barriere. Anche una quota parte dei parcheggi pertinenziali in copertura al fabbricato contribuirà al decremento delle aree impermeabili.
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