Nonantola Film Festival, serata ‘vintage d’autore’ con “Ladri di biciclette” di De Sica
Con “Ladri di biciclette” girato da Vittorio De Sica nel 1948 – presentato nella versione restaurata nel 2018 da Cineteca di Bologna, Compass Film e Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con Arthur Cohn, Euro Immobilfin e Artédis presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata – si apre mercoledì 21 giugno la rassegna estiva del Nonantola Film Festival – organizzato dall’omonima APS affiliata Arci UCCA - nell’ambito dell’Estate Nonantolana curata dall’Amministrazione comunale. La proiezione ad ingresso gratuito avrà luogo alle 21.30 nella suggestiva cornice di piazza Liberazione in centro a Nonantola, dove sarà allestito anche un punto ristoro a cura di Happy Street. La rassegna estiva del NFF è realizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e con il Ribalta Experimental Film Festival.
Il soggetto di “Ladri di biciclette” è di Cesare Zavattini, dal romanzo omonimo di Luigi Bartolini; la sceneggiatura è dello stesso Zavattini con Oreste Bianconi, Suso Cecchi D’Amico, Adolfo Franci, Gherardo Gherardi, Vittorio De Sica e Gerardo Guerrieri. La fotografia è di Carlo Muontori, il montaggio di Eraldo Da Roma, la scenografia di Antonino Traverso. Questi gli interpreti principali: Lamberto Maggiorani (Antonio Ricci), Enzo Stajola (Bruno Ricci), Lianella Carell (Maria Ricci), Elena Altieri (la patronessa), Gino Saltamerenda (Baiocco), Vittorio Antonucci (il ladro), Giulio Chiari (attacchino), Michele Sakara (il segretario alla beneficenza), Fausto Guerzoni (filodrammatico), Carlo Jachino (il mendicante). Produzioni De Sica, oggi distribuito da Cineteca di Bologna.
"Perché pescare avventure straordinarie quando ciò che passa sotto i nostri occhi e che succede ai più sprovveduti di noi è così pieno di una reale angoscia?" (Vittorio De Sica). Da divo brillante della commedia anni Trenta, De Sica si trasforma in maestro del cinema, tra i massimi protagonisti del neorealismo italiano.
“Ladri di bicicletta” è uno dei capolavori realizzati in coppia con Zavattini. Il quadro di miseria dell'Italia del dopoguerra è condensato magistralmente nella storia di un attacchino cui viene rubata la bicicletta, unico mezzo di sostentamento per sé e la famiglia.
Il noto storico del cinema André Bazin lo definì "il centro ideale attorno al quale orbitano le opere degli altri grandi registi del neorealismo".
Tutte le informazioni e gli approfondimenti sul sito del Nonantola film festival, sulla pagina Fb e sulla pagina Instagram
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