Diritto alla casa. Dalla Regione 9 milioni per sostenere l’affitto di famiglie in difficoltà
MODENA- La Regione Emilia-Romagna conferma il proprio sostegno alle famiglie e alle persone in difficoltà, stanziando ulteriori 9 milioni di euro di risorse regionali per scorrere le graduatorie regionali del bando affitti 2022.
Nel 2022, la Regione aveva assegnato 40 milioni di euro, tra fondi statali e regionali, per sostenere concretamente le persone in difficoltà economica e aiutarle a pagare il canone di locazione, in una fase particolarmente critica dovuta agli effetti della pandemia uniti a quelli della guerra e della crisi energetica. Il bando affitti 2022 aveva visto arrivare 66.526 domande tramite la piattaforma appositamente creata.
“Anche quest’anno confermiamo la scelta di aiutare chi è in difficoltà a mantenere un diritto primario, come quello alla casa- commenta l’assessora regionale alle Politiche abitative, Barbara Lori- Il numero consistente di domande arrivate nel bando del 2022, che non è stato possibile soddisfare l’anno scorso nonostante un ingente stanziamento, ci conferma che siamo di fronte a una difficoltà che interessa tante persone e famiglie: da qui la nostra decisione di intervenire destinando nuove risorse”.
Due le graduatorie previste dal bando dell’anno scorso, per non mettere in competizione fragilità diverse, cioè le fasce più povere con chi ha avuto un calo del reddito improvviso: la prima destinata ai nuclei familiari con reddito Isee inferiore a 17.154 euro; la seconda a coloro che hanno un Isee annuo fino a 35.000 euro e abbiano subito un calo del reddito superiore al 25%.
Quest’anno, come l’anno scorso, i contributi potranno arrivare a coprire per ciascun nucleo familiare fino a 3 mensilità in un anno, per un massimo di 1.500 euro.
Le risorse verranno concesse dalla Regione ai Comuni e Unione di Comuni capofila dei 38 Distretti sociosanitari della nostra regione, che potranno così concedere il contributo a chi non lo aveva ancora avuto. Il riparto è stato effettuato con i medesimi criteri già utilizzati nel 2022, cioè in proporzione al numero di domande valide presentate ai Comuni e Unione comunali di ciascun Distretto sociosanitario, e le amministrazioni possono integrare con proprie risorse la dotazione regionale.
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