Demenza, arriva il GPS per ritrovare chi rischia di perdersi: dieci dispositivi in provincia di Modena
Un dispositivo GPS per aiutare le famiglie a ritrovare in tempi rapidi una persona con demenza che rischia di perdersi. È la novità introdotta dall’Azienda USL di Modena, che ha acquistato dieci dispositivi grazie al Fondo Nazionale Alzheimer. Saranno destinati a pazienti selezionati, seguiti dalla Geriatria territoriale della provincia di Modena e dai Centri Disturbi Cognitivi e Demenze.
L’obiettivo è semplice e concreto: prevenire le situazioni di pericolo legate al cosiddetto “disorientamento topografico”, una delle difficoltà che possono comparire nelle persone affette da demenza. In alcuni casi, infatti, chi ne soffre può uscire di casa, allontanarsi dai luoghi familiari e non riuscire più a ritrovare la strada del ritorno. Una condizione che genera forte preoccupazione nei familiari e può trasformarsi rapidamente in un’emergenza.
I nuovi dispositivi permettono la localizzazione in tempo reale attraverso una app installabile sul cellulare. In questo modo i familiari possono verificare dove si trova la persona e intervenire tempestivamente in caso di bisogno. Non si tratta, quindi, di limitare l’autonomia del paziente, ma di renderla più sicura, consentendo maggiore libertà di movimento riducendo il rischio che un allontanamento si trasformi in una ricerca lunga e difficile.
Per l’Ausl di Modena si tratta di un ulteriore passo nel percorso di assistenza alle persone con demenza. L’evoluzione delle norme consente oggi di prescrivere, per pazienti che rispettano precisi criteri clinici, dispositivi classificati come “allarmi di sicurezza personale”: tra questi rientrano sia gli strumenti per il telesoccorso sia quelli per la sicurezza passiva, come appunto i GPS.
Il percorso, a Modena, era iniziato già alcuni anni fa in forma sperimentale, grazie alla donazione di dispositivi indossabili da parte dell’Associazione G. P. Vecchi. Da quell’esperienza è nato un piano coordinato per la ricerca e il soccorso delle persone affette da patologie neurodegenerative, costruito con la collaborazione di diversi enti locali. Quel lavoro ha poi portato alla definizione di una procedura aziendale che stabilisce criteri, modalità e responsabilità per la prescrizione e l’utilizzo di questi ausili.
Alla procedura hanno lavorato, insieme alla Geriatria territoriale, diverse articolazioni dell’Ausl: Privacy, Ingegneria clinica, Assistenza protesica e Qualità. Con l’arrivo, nel 2025, delle regole nazionali e regionali che hanno reso questi strumenti certificabili e prescrivibili, l’Azienda può ora metterli a disposizione dei pazienti individuati come idonei.
Sarà la Geriatria territoriale, attraverso una valutazione clinica specifica, a stabilire quali pazienti potranno utilizzare i dispositivi. I familiari saranno inoltre formati sul corretto uso della app e sulla gestione degli eventuali allarmi.
“L’iniziativa si colloca all’interno dei progetti aziendali finalizzati al miglioramento della qualità dell’assistenza alle persone con demenza – sottolinea Teodosio Pafundi, direttore della UOC di Geriatria territoriale – e si integra con le collaborazioni territoriali già avviate con enti, associazioni e comunità locali impegnate nel sostegno alle fragilità cognitive, in primis con le Dementia Friendly Communities. Si tratta di un risultato importante, frutto di un lavoro multidisciplinare orientato al miglioramento della sicurezza e della qualità del percorso assistenziale. Garantire strumenti appropriati e linee chiare di utilizzo significa offrire maggiore protezione alle persone con demenza e rendere più serene le famiglie che se ne prendono cura”.
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