Sentenza Montefusco, Belloi e Vaccari (Pd): “Sconcerto e preoccupazione per l’attenuante concessa”
MODENA - Nota della portavoce della Conferenza delle Donne democratiche, Patrizia Belloi, e del segretario della Federazione provinciale del Partito Democratico, Stefano Vaccari:
"Esprimiamo sconcerto e preoccupazione per la sentenza Montefusco, che ha condannato a 30 anni invece che all’ergastolo l’autore di un doppio femminicidio, una sentenza in cui i giudici parlano di “umana comprensione”. Prima di commentare ed esprimerci su un fatto così grave abbiamo voluto attendere di leggere la sentenza della Corte d'Assise di Modena, nella quale sembra annidarsi una pericolosa arretratezza culturale di stampo patriarcale. A nostro avviso, motivare la stessa con la comprensibilità umana dei motivi che hanno spinto l’autore a commettere il reato fa rabbrividire. Sembra che uccidere due donne a fucilate possa non essere sufficiente per comminare la massima pena prevista.
Questa sentenza ci preoccupa enormementeperché sembra che il giudice riconosca, nel doppio femminicidio commesso ai danni di Gabriela Trandafir e sua figlia Renata da parte di Salvatore Montefusco nel giugno del 2022, umana comprensione per l’uomo che vive in una situazione famigliare conflittuale. La minimizzazione di un crimine attraverso la lettura delle relazioni familiari definite come: “dinamiche familiari nefaste” fa pensare che tutto possa essere giustificato e giustificabile purché a commetterlo sia un uomo. Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti, e in questo caso lo sono ancora di più. Non possono esistere motivi umanamente comprensibili per un duplice omicidio, ma solamente il perpetuarsi di una cultura che permea tutto il sistema e che legittima il controllo maschile sulle donne. Riteniamo che questa sentenza sia un’ulteriore violenza sulle vittime e una condanna nei confronti delle loro famiglie.
In questo contesto, come possiamo chiedere alle donne di denunciare? Occorre uno sforzo unanime e congiunto per combattere con forza questa china culturale che legittima la violenza sulle donne. Occorre che le norme vengano applicate senza attenuanti così palesemente distorte. Occorre che la formazione prevista dal Codice rosso venga effettuata e lo Stato impieghi le risorse necessarie per farlo. Occorre che si faccia prevenzione, a partire dal sostegno formativo e informativo alle famiglie, agli operatori scolastici (insegnanti/educatori) e agli studenti, fin dalla prima infanzia. Come Partito Democratico e Conferenza delle Donne democratiche chiederemo, insieme alle associazioni, un incontro con il procuratore capo e il presidente del Tribunale, non tanto per entrare nel merito delle singola sentenza, ma per chiedere il rispetto delle donne e pretendere che venga data completa attuazione alla legge Cartabia che prevede che i giudici che si occupano di queste materie abbiano una preparazione e una formazione specifica, fatto che già rappresenterebbe una forma di tutela".
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