Clamoroso ad Aimag: salta la Ruggiero, Valerio Pozzi è il nuovo presidente. Righi sceglie la discontinuità e ricuce con i territori
Una svolta politica radicale e per certi versi inattesa ridisegna completamente gli equilibri di Aimag. Dopo settimane di frenetici incontri, riunioni informali, pranzi tra sindaci e videochiamate, la direzione del Patto di Sindacato – l'organismo che rappresenta i 21 soci pubblici distribuiti tra Terre d’Argine, Area Nord e Basso Mantovano – ha dato il via libera definitivo alla nuova squadra del Consiglio di Amministrazione. Una svolta che sancisce la fine dell'era di Paola Ruggiero e l'inizio di una nuova fase improntata alla ricerca dell'unità territoriale.
Il punto di rottura definitivo rispetto al passato riguarda la guida della multiutility. Il sindaco di Carpi, Riccardo Righi, titolare della proposta per il vertice, ha respinto l’ipotesi di confermare la presidente uscente Paola Ruggiero – legata alla passata amministrazione di Alberto Bellelli. Al suo posto, con una mossa dal forte valore simbolico volta a favorire la distensione tra Carpi e la Bassa, Righi ha virato su Valerio Pozzi. Bresciano d'origine, Pozzi è l'attuale direttore generale di Opas srl, società zootecnica con sede proprio a Carpi e considerata il più grande macello di suini italiano.
La composizione del nuovo organo di governo è definita nei minimi dettagli e vede un bilanciamento strategico delle forze in campo. Lo scranno di vicepresidente andrà a Morena Diazzi, in quota Unione Area Nord, mirandolese, ex dirigente della Regione e figura storica della multiutility, avendone già guidato il Consorzio dal 1993 al 1999. Entrano poi nel consiglio l’avvocato fiscalista Stefano Benatti, espresso direttamente dal Comune di Mirandola, e l’ingegnere Chiara Pederzini, responsabile Innovazione di Legacoop Estense. La Pederzini è emersa a sorpresa su indicazione dei cinque comuni delle Terre d’Argine, Bomporto e Bastiglia dopo che era sfumata l'ipotesi di Mario Arturo Ascari. Il quinto seggio va invece alla commercialista di Novi Anna Navi, uscente dal CdA della Fondazione Carpi, nominata in rappresentanza dei soci privati su una convergenza delle Fondazioni bancarie.
Uno degli aspetti politicamente più rilevanti del nuovo assetto è la posizione del colosso bolognese Hera. Se da un lato la nomina della Navi ha visto la convergenza delle Fondazioni e dei privati, la scelta di affidare a lei il posto dei soci privati esclude di fatto Hera dal perimetro di comando del CdA. Si tratta di un segnale inequivocabile di autonomia che il Patto di Sindacato ha voluto lanciare per blindare Aimag rispetto alle storiche frizioni sul rapporto con la multiutility bolognese, scommettendo sulla ritrovata compattezza dell'asse Carpi-Mirandola.
Tuttavia, quello dei bolognesi somiglia molto a un passo indietro strategico dal loro storico impegno a prendere il controllo della multiutility della Bassa Modenese. Un'uscita dalla porta principale che potrebbe presto trasformarsi in un rientro dalla finestra. Non tramonta affatto, infatti, l'ipotesi di future collaborazioni – anche estremamente pesanti – in vista del bando sull'idrico che prima o poi arriverà. Si tratta di una partita cruciale su cui Aimag, oggettivamente da sola, non ha le forze per partecipare; l'azienda avrà inevitabilmente bisogno delle spalle forti di Hera che, prima o poi, calmate le acque, tornerà alla carica e chiederà il conto. Anche la presenza della Diazzi si può leggere in questo senso: come garante di un equilibrio regionale di cui non si può- oggettivamente - fare a meno.Vedremo se la nuova dirigenza avrà la forza di conservare, comunque, la natura pubblica del gioiellino Aimag.
Ma intanto, attorno alla caduta della Ruggiero si consuma il giallo politico della giornata. Da un lato, c'è chi legge la mossa di Righi come uno strappo solitario rispetto alla linea ufficiale del PD locale, un'apertura di credito verso l'asse della Bassa guidato dal centrodestra. La Ruggiero, infatti, era blindata da una parte del partito e paradossalmente sostenuta persino dai consiglieri di Forza Italia di Carpi e Soliera. Dall'altro lato, le cronache d'assemblea dipingono uno scenario più sfaccettato: la sostituzione della Ruggiero non sarebbe un fulmine a ciel sereno, poiché la presidente uscente era fortemente contestata non solo dal centrodestra, con il sindaco di Cavezzo Venturini in prima linea, ma anche da un'ampia fetta dello stesso PD della Bassa e dai vertici provinciali. Per questa ragione, il PD provinciale rivendica l'operazione, parlando di un lavoro condiviso con Righi per superare le lacerazioni degli anni passati in nome dell'unità dei territori.
Le tensioni, tuttavia, non sono mancate nemmeno nella nuova squadra: i sindaci di centrodestra Venturini e Goldoni hanno espresso forti perplessità di natura politica sulla nomina di Morena Diazzi alla vicepresidenza, considerata troppo vicina ad esponenti dem come Muzzarelli e Bonaccini. L'accordo complessivo prevede inoltre che ai sei Comuni mantovani spetta la nomina della presidenza del Collegio sindacale. Qualche scintilla dell'ultimo minuto si è registrata invece sulla scelta dei revisori dei conti: i sindaci della Bassa spingevano per un nome gradito al comitato Aimag, incassando però il definitivo "no" delle Terre d'Argine. Tutti i nodi verranno definitivamente sciolti e ratificati nell'imminente assemblea dei soci, chiamata ad approvare anche il bilancio e la distribuzione dei dividendi. Resta da capire se la scelta audace di Righi lascerà strascichi sulla tenuta della sua stessa maggioranza a Carpi o se la linea della discontinuità territoriale pagherà nel lungo periodo.
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