Endometriosi, Ferrari e Carletti (Pd): “Potenziare i percorsi di diagnosi e cura”
Una risoluzione depositata in Assemblea Legislativa dalla consigliera regionale Ludovica Carla Ferrari, prima firmataria, e sottoscritta dalla consigliera Elena Carletti, impegna la Regione Emilia-Romagna a rafforzare l’impegno nella prevenzione, diagnosi e cura dell’endometriosi, patologia cronica che colpisce almeno 3 milioni di persone in Italia, spesso invisibilizzata e sottovalutata nei suoi effetti invalidanti.
“L’endometriosi non è un problema di nicchia, ma una questione sanitaria e sociale che va affrontata con la giusta serietà – dichiarano Ferrari e Carletti –. Servono risorse adeguate, percorsi diagnostico-terapeutici efficaci e soprattutto tutele concrete per chi convive con questa malattia, anche nei suoi stadi iniziali”.
La risoluzione chiede alla Giunta regionale di potenziare il PDTA(Percorso diagnostico terapeutico assistenziale) esistente, includendo una maggiore attenzione agli aspetti psicologici e sociali della patologia, di coinvolgere anche i pediatri nella rete diagnostica e di rafforzare le campagne informative per aumentare la consapevolezza e ridurre i ritardi nelle diagnosi.
Ma le richieste vanno anche al Governo nazionale: “Chiediamo che l’endometriosi sia riconosciuta come patologia che può limitare la capacità lavorativa e che siano garantite tutele come il congedo mestruale – sottolineano le due consigliere –, lo smart working e l’accesso pieno ai benefici della legge 104, oggi inaccessibili per moltissime donne”.
La risoluzione sollecita inoltre l’istituzione di un Tavolo Stato-Regioni per uniformare i percorsi su tutto il territorio nazionale e l’esenzione dal ticket per le terapie, anche agli stadi I e II.
“L’endometriosi riguarda la salute, il lavoro, la parità di genere e il diritto alla cura – concludono le consigliere dem –: dobbiamodare risposte istituzionali all’
altezza”.
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