Gli amministratori locali modenesi della rete di Trieste in digiuno per Gaza
Oltre mille amministratori locali – sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali – che convergono nella Rete di Trieste hanno indetto per domani lunedì 26 maggio una giornata di digiuno per Gaza e per le immani sofferenze del popolo palestinese.
Annunciando la giornata di digiuno gli amministratori locali modenesi aderenti all’appello e al digiuno per Gaza, Maria Costi, Agnese Zona, Anna Colli, Paolo Negro, Federico Civili, Luca Barbari, Giorgio Razzoli, Gianluca Fanti spiegano:
Noi amministratori della Rete di Trieste, l’esperienza nata a margine della Settimana Sociale dello scorso anno, che riunisce oggi circa mille persone trasversali rispetto alle diverse appartenenza politiche e territoriali del nostro Paese, vogliamo unirci agli appelli e alle iniziative che da tante parti si stanno moltiplicando a favoredelle popolazioni della Striscia di Gaza.
È impossibile continuare ad assistere passivamente a quella che è una delle più grandi tragedie umanitarie della storia recente.
È colpevole rassegnarsi davanti a tanta sofferenza innocente.
Perché davvero nulla può giustificare quanto sta accadendo.
Ci uniamo all’appello accorato di Papa Leone a “consentire l’ingresso di dignitosi aiuti umanitari e a porre fine alle ostilità, il cui prezzo straziante è pagato dai bambini, dagli anziani, dalle persone malate”.
Vogliamo farlo affiancandoci alla Sua preghiera e proponendo un gesto concreto, certamente piccolo davanti a drammi così indicibili, ma che vuole essere anche un appello al nostro Governo e al Parlamento affinché la politica - senza distinzioni - si adoperi in tutte le sedi e con tutti gli strumenti possibili per far concludere quanto prima gli orrori che sono da mesi sotto gli occhi di tutto il mondo.
Invitiamo, perciò, tutti i nostri colleghi e le nostre colleghe, insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà aduna giornata di digiuno il prossimo 26 maggio.
Per condividere, ricordare, esprimere la nostra vicinanza e dare voce a chi in quelle terre martoriate non ne ha più.
Per dare forza ad ogni piccola fiammella di Speranza, ad ogni seme di Bene, e a quell’Umanità che sopravvivono anche quando tutto sembra perduto”
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