Clonazione della voce tramite l’intelligenza artificiale, attenzione alla nuova truffa telefonica
Nelle ultime settimane, le “chiamate mute”, un tempo considerate solo fastidiose, sono diventate un serio rischio di truffa basata sull’intelligenza artificiale. Secondo alcuni report, come spiega tramite un post sulla propria pagina Facebook la Polizia Locale dell'Unione dei Comuni del Sorbara - i criminali informatici oggi sfruttano l’IA per clonare la voce delle vittime, partendo da brevi campioni audio (come quelli ottenuti da una chiamata muta o da video pubblicati sui social). Queste voci vengono poi usate per fingere di essere familiari o persone fidate e convincere qualcuno a fornire denaro o dati sensibili: una pratica nota come vishing.
Il pericolo maggiore è rappresentato dalle false chiamate d’emergenza, in cui ad esempio un genitore riceve la voce (clonata) del figlio che chiede soldi per un presunto incidente. Le truffe si basano su tecniche di ingegneria sociale, che mirano a sfruttare la paura e l’urgenza. Gli esperti raccomandano di:
- non richiamare numeri sconosciuti o rispondere con frasi come “Sì”;
- verificare sempre l’identità chiamando direttamente il numero conosciuto della persona;
- diffidare da richieste di denaro urgenti, specie con pagamenti insoliti come gift card;
- limitare la diffusione di contenuti audio online.
Infine, si evidenzia che l’IA non è solo una minaccia: ci sono infatti già strumenti idonei, i quali sfruttano l’intelligenza artificiale per riconoscere e prevenire le truffe, aiutando gli utenti a capire se una comunicazione sospetta possa essere fraudolenta.
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