Vertenza Gambro-Vantive di Medolla, gruppo Liste Civiche PD Bassa: “Aprire tavolo di confronto per salvaguardare occupazione e tenuta del biomedicale”
MEDOLLA - Il capogruppo Paolo Negro, il vicecapogruppo Nicolò Guicciardi e la consigliera medollese del gruppo Liste Civiche-PD Bassa Modenese Barbara Paradisi hanno depositato all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dell’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord (Ucman) del 13 novembre una mozione urgente sul tema delle gravi difficoltà industriali e occupazionali che sta attraversando lo stabilimento Gambro-Vantive di Medolla.
“Con quest'atto abbiamo voluto richiamare l’attenzione delle istituzioni locali, regionali e nazionali sullo stato di agitazione aperto dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec - dichiarano dal centrosinistra - a fronte dell'assenza di piano industriale da parte della proprietà, il fondo americano Carlyle, che ha rilevato nel 2025 le attività del gruppo Baxter dedicate alle terapie renali".
"Siamo di fronte ad uno scenario complesso, dove oltre 500 dipendenti dello stabilimento di Medolla vivono da mesi una condizione di incertezza, aggravata da oltre un anno di contratto di solidarietà e da un calo significativo delle vendite, senza prospettive di rilancio produttivo - ribadiscono i consiglieri- in un contesto di preoccupazione più ampia per la tenuta del distretto biomedicale della Bassa Modenese, che ha già vissuto lo scorso anno la crisi Mozarc-Medical".
"Chiediamo quindi alla Presidenza e alla Giunta dell’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord a farsi promotrici, insieme ai parlamentari e alle istituzioni regionali - aggiungono - dell’attivazione immediata di un tavolo di confronto con la proprietà e le parti sociali, per garantire un piano industriale di rilancio e la salvaguardia dell’occupazione e della competitività di un comparto strategico per l’economia regionale e per l'occupazione della Bassa Modenese".
"La situazione della Gambro-Vantive è motivo di serissima preoccupazione per tutto il nostro territorio - concludono Negro, Guicciardi e Paradisi - non si tratta solo di difendere 500 posti di lavoro, ma di tutelare un pezzo fondamentale della storia industriale e sociale della Bassa Modenese, che ha contribuito a costruire la reputazione internazionale del Distretto Biomedicale".
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