Crescita sostenibile e tecnologica delle imprese, pronto un bando della Regione da 8 milioni per attrarre nuovi investimenti in Emilia Romagna
BOLOGNA - Innovazione, tecnologie da fonti rinnovabili, strategie per la competitività e investimenti produttivi nelle aree svantaggiate. Sono gli interventi principali previsti dal bando 2025 per gli Accordi regionali di insediamento e sviluppo delle imprese, approvato dalla Regione che mette a disposizione 8 milioni di euro, dotazione che potrà essere aumentata grazie a nuove risorse previste dalla prossima legge di bilancio.
“Un contributo economico- commenta il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla- che guarda alla crescita di tutto il territorio e che crea un rafforzamento delle filiere su ricerca industriale e sviluppo sperimentale. In questo modo vogliamo sostenere investimenti e ricerca delle imprese emiliano-romagnole che operano in ambiti fondamentali, in collaborazione con un sistema integrato di università, centri di ricerca, tecnopoli, infrastrutture pubbliche e reti territoriali”.
Giunto all’ottava edizione, il bando punta su programmi di investimento ad alto impatto strategico, allineati alle priorità regionali del Patto per il Lavoro e per il Clima e del programma europeo Fesr. Le domande potranno essere presentate sulla piattaforma Sfinge2020 dal 26 gennaio al 31 marzo 2026.
Il bando è uno degli strumenti previsti dalla legge regionale 14/2014 per la ‘Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna’, che ha come obiettivo l’aumento di competitività e capacità innovativa delle filiere produttive regionali, e la crescita di occupazione e sostenibilità ambientale e sociale su tutti il territorio.
Il bando in dettaglio
Il bando si rivolge a imprese, sia già presenti sul territorio regionale sia intenzionate a insediarsi in Emilia-Romagna, che intendono realizzare programmi comprendenti almeno un intervento di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Le iniziative dovranno rafforzare la competitività delle filiere produttive, promuovere la transizione digitale e green e generare ricadute economiche, occupazionali e ambientali positive per il territorio. Il tutto in coerenza con Strategia di specializzazione intelligente 2021–2027, Agenda Digitale Data Valley 2025, e con il principio Dnsh (Do no significant harm) ovvero senza un danno significativo così come indicato dall’Unione europea, per garantire che gli investimenti e le attività economiche non danneggino l'ambiente, promuovendo invece gli obiettivi di crescita sostenibile e tutela ecologica.
Gli interventi finanziabili sono di quattro tipi: dovranno riguardare la ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con un investimento minimo di 2 milioni di euro per le piccole e medie imprese e 3 milioni per le grandi imprese. Ai progetti di ricerca e sviluppo potranno affiancarsi interventi per la realizzazione di infrastrutture di prova e sperimentazione aperte alle imprese e alle filiere. Ammesse a finanziamento anche le azioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Infine, spazio agli investimenti produttivi in aree svantaggiate connessi al programma presentato.
Il contributo è concesso a fondo perduto secondo la normativa degli aiuti di Stato. I criteri per la creazione della graduatoria saranno la qualità tecnica dei progetti, il grado di innovazione, le collaborazioni con organismi di ricerca, la capacità industriale e gli impatti generati. Gli interventi dovranno essere completati entro il 30 giugno 2028, con possibilità di una proroga di 6 mesi.
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