Scuola, Di Padova e De Lillo (PD): “Il ddl Valditara riporta la scuola nel passato”
MODENA - “L'approvazione alla Camera del ddl Valditara rappresenta un attacco diretto e inaccettabile alla missione educativa della scuola pubblica italiana e segna un grave arretramento civile e culturale per il nostro Paese” hanno commentato Federica Di Padova e Anna De Lillo, responsabili Scuola e Giovani del Partito Democratico cittadino.
“Col pretesto strumentale della “libertà educativa delle famiglie”, il Governo non sta rafforzando il dialogo - proseguono - ma sta scegliendo deliberatamente di indebolire percorsi essenziali di educazione alle differenze e all'affettività, ostacolando la partecipazione di esperti esterni le cui competenze sono determinanti per il successo di queste attività e il raggiungimento degli obiettivi educativi e di prevenzione”.
“Le scuole italiane rischiano di trasformarsi in luoghi dove prevale l’oscurantismo ideologico anziché il benessere, la sicurezza e la crescita degli studenti - aggiungono Di Padova e De Lillo - nonostante sia evidente quanto il nostro Paese stia vivendo una drammatica emergenza educativa che richiede risposte immediate e coraggiose”.
“Lo dimostra, con agghiacciante chiarezza, il recente e gravissimo episodio avvenuto al Liceo “Giulio Cesare” di Roma, dove la comparsa di una “lista di stupri” in un bagno maschile non può essere derubricata a semplice "bravata" - attaccano le esponenti dem - ma si tratta di una minaccia reale, di un’aggressione simbolica e psicologica che ha ferito profondamente le studentesse e l’intera comunità scolastica”.
“Eppure, di fronte a episodi di tale gravità, il Governo risponde rifugiandosi in una logica antiquata e punitiva: invece di rafforzare la comunità educante, ne limita l’autonomia e soffoca le relazioni scuola-famiglie sotto strati di inutile burocrazia - affermano Di Padova e De Lillo - quando la scuola rinuncia a parlare di consenso, rispetto e affettività, non resta il silenzio, ma rimane spazio per la violenza”.
“Tale provvedimento introduce l’obbligo del consenso informato preventivo, conferendo di fatto alle famiglie un potere di veto su iniziative formative fondamentali - sottolineano le esponenti del Partito Democratico - questi non sono atti di libertà, ma ostacoli palesemente pensati per sabotare ogni iniziativa educativa in tal senso”.
“L’effetto di questo ddl sarà produrre una scuola diseguale, in quanto solo gli studenti le cui famiglie concederanno il consenso potranno accedere a informazioni fondamentali su rispetto, consenso e prevenzione della violenza - ricordano - tutti gli altri resteranno soli e più vulnerabili, esposti alle distorsioni e ai rischi del web, ossia l’esatto contrario di ciò che studenti e famiglie chiedono da anni: parlare, educare, prevenire”.
“Non si può denunciare la violenza un giorno, e il giorno dopo ostacolare proprio quegli strumenti educativi che servono a prevenirla - attaccano Di Padova e De Lillo - questo approccio alimenta paura e sfiducia nelle comunità scolastiche, tradisce la missione costituzionale della scuola pubblica e dimostra quanto la società italiana sia oggi più avanzata e consapevole di una destra che continua a combattere battaglie ideologiche, ignorando il futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze”.
Noi rifiutiamo con forza questo modello regressivo e continueremo a mobilitarci per la scuola pubblica, insieme ad associazioni, studenti, cittadine e cittadini, per costruire un’Italia che investa nella prevenzione, nella sicurezza e nella piena libertà d’insegnamento - concludono - fermare questa deriva è indispensabile e difendere l’autonomia scolastica significa garantire che la scuola resti un luogo di crescita e conoscenza, non di oscurantismo”.
- Ragazzina di 15 anni tentò il suicidio, arrestato il padre per maltrattamenti
- A tre settimane dalla morte, esce “Calde le pere!”, il romanzo postumo di Francesco Guccini
- Alluvione in Romagna del 2023, la procura chiede di archiviare perché "non è possibile accertare responsabilità"
- Sferra tre coltellate alla moglie e minaccia di tagliarle la gola, arrestato a Novi di Modena
- Dal 19 al 20 settembre a Modena, Carpi, Sassuolo torna il 'Festivalfilosofia' dedicato al tema del caos
- Controlli della Polizia di Stato a Modena: sventato furto sull'A1 e denunciato un uomo che nascondeva una mannaia di 28 centimetri
- Sicurezza, Patto per il Nord: "Modena non può avere paura, servono più uomini e controlli"















































































