Programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, Patto per il Nord: “Molti percorsi, ma poco lavoro vero”
REGIONE - Patto per il Nord Emilia interviene sull’attuale attuazione del Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, misura tuttora pienamente operativa in Emilia-Romagna, come confermato dagli aggiornamenti recenti dell’Agenzia regionale per il lavoro.
A distanza di anni dall’avvio del programma, la Regione continua a presentare GOL come una riforma decisiva delle politiche attive, ma la realtà che cittadini e lavoratori vivono oggi è ben diversa: nessun posto di lavoro garantito, percorsi obbligatori di orientamento e formazione e una macchina burocratica che cresce, mentre l’occupazione stabile resta un obiettivo lontano.
“Il Programma GOL viene raccontato come una grande opportunità, ma nei fatti garantisce percorsi, non lavoro. Le persone vengono accompagnate dentro corsi e procedure, non fuori dalla precarietà”, dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale di Patto per il Nord Emilia.
Dai documenti ufficiali emerge con chiarezza che GOL non garantisce occupabilità, ma accompagna le persone in una sequenza di colloqui, profilazioni e corsi, spesso scollegati dai reali fabbisogni produttivi dei territori. Per chi percepisce NASPI, Assegno di Inclusione o Supporto per la Formazione e il Lavoro, la partecipazione è vincolante: o si accetta il percorso deciso dai Centri per l’Impiego, oppure si perde il sostegno al reddito.
“Non si può parlare di libertà di scelta quando il rifiuto di un percorso imposto comporta la perdita del sostegno al reddito. Questa non è politica attiva del lavoro, è gestione amministrativa della disoccupazione”, prosegue Ghelfi.
Ancora oggi la Regione Emilia-Romagna concentra risorse su enti di formazione, soggetti accreditati e reti amministrative, evitando di intervenire sui veri nodi che impediscono la creazione di lavoro: costo dell’energia, accesso al credito, pressione fiscale e difficoltà crescenti delle piccole e medie imprese.
Nei territori della pianura come dell’Appennino non manca la formazione, ma manca il lavoro. Eppure il successo del Programma GOL continua a essere misurato in ore di corso e numero di beneficiari presi in carico, non in assunzioni stabili o occupazione duratura.
“Senza una strategia concreta su produzione, imprese, energia e credito, programmi come GOL rischiano di restare anche oggi utili ai report e alle conferenze stampa, ma non alla vita reale delle persone”, conclude Ghelfi.
Il lavoro non si crea con percorsi obbligatori, ma con scelte politiche coraggiose, autonomia dei territori e un’economia reale rimessa al centro.
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