PERSONE | Camilla Bresciani: guardare oltre le apparenze e comprendere le fragilità umane
di Francesca Monari
La sua storia è la dimostrazione di come la sensibilità, l'empatia e la determinazione possano trasformare un percorso di studi complesso in un impegno concreto al servizio delle persone e della propria comunità. Il messaggio che vuol far arrivare ai lettori è che non occorre sempre cercare il proprio futuro lontano: valorizzare le proprie radici ed essere una risorsa per il proprio territorio è una scelta di valore e di grande senso civico.
Ha quasi 26 anni, Giurista di formazione e consulente normativa di professione, Camilla incarna l’equilibrio perfetto tra rigore analitico, forte senso di giustizia e profonda umanità. Cresciuta a Mirandola, ha saputo trasformare una precoce ammirazione per il mondo del diritto in un percorso solido e consapevole, costantemente orientato all'utilità sociale e al supporto verso il prossimo.
Un'inclinazione nata fra i banchi dell'Istituto Tecnico "G. Luosi" grazie all'incontro con la professoressa Liliana Breveglieri — capace di trasmetterle la passione vera per la materia — e coronata all'Università di Modena e Reggio Emilia. Lì Camilla ha chiuso il suo percorso d'eccellenza con una tesi in Medicina Legale dal titolo "La complessità della malattia mentale: ruolo in ambito forense e stigma". Un lavoro profondo, nato anche da un'esperienza personale con lo stigma sociale e volto ad analizzare i meccanismi psicologici e giuridici della "profezia che si autoadempie": come il pregiudizio, la distanza sociale e l'etichetta di "diverso" possano finire per condizionare e ferire le persone fino a scatenare i comportamenti temuti.
Di fronte alle svolte della vita — il ricordo prezioso di papà Daniele e la voglia di mettersi subito in gioco — Camilla ha saputo reinventare i propri piani senza mai smarrire la bussola dei propri valori. Da quasi due anni si occupa di consulenza normativa nella regolazione energetica per un'azienda locale.
Una strada in cui dà concretezza quotidiana agli studi giuridici: “Nonostante non fosse la strada che mi ero prefissata, sono molto felice. Il ruolo del consulente mi permette di dare una connotazione pratica al mondo del diritto e di conservare quel valore di utilità sociale e di supporto al prossimo che è da sempre il mio vero motore”.
Un presente, il suo, radicato e consapevole. Lontano dal mito del doversi per forza allontanare a tutti i costi, Camilla rivendica con orgoglio il legame con le sue origini: “Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio ricco di opportunità e aziende. Ai ragazzi prossimi alla laurea mi sento di dire di provare a cercare opportunità qui: contribuiamo ad accrescere la nostra collettività e a tenere viva Mirandola”.
Oltre le normative e le consulenze, nella vita di tutti i giorni il suo obiettivo è custodire la gentilezza, coltivare l'empatia e dedicare tempo di qualità alle persone care — che si tratti di una colazione insieme prima di iniziare la giornata o di una cena tra amici. Perché, come insegna la sua storia, affrontare il mondo con rispetto e umanità rende ogni percorso più leggero e profondo.
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