Soppressione di 17 autonomie scolastiche, teatro gremito per l’assemblea organizzata a Ravarino
RAVARINO - Famiglie, genitori, insegnanti e cittadini: in tantissimi hanno partecipato all’incontro promosso, domenica pomeriggio, dall’Amministrazione Comunale di Ravarino per spiegare le possibili conseguenze del taglio di 17 autonomie scolastiche.
Come si legge nella nota stampa diffusa dal Comune di Ravarino, "PNRR alla mano, la sindaca Maurizia Rebecchi, che ricopre anche il ruolo di assessora all’Istruzione dell’Unione Comuni del Sorbara, ha subito chiarito una cosa: non è vero che questi ridimensionamenti siano legati all’ottenimento dei fondi del PNRR che, al contrario, prevede di mantenere, a fronte di un calo demografico, lo stesso numero di insegnanti del 2020/2021, così da ridurre il numero di alunni per ogni classe e migliorare la qualità dell’insegnamento; inoltre, nello stesso documento, che la sindaca ha letto di fronte ad una platea attentissima, è scritto, nero su bianco, che il parametro di riferimento è la popolazione scolastica regionale e non il numero di studenti per singolo Istituto Comprensivo: un parametro che l’Emilia-Romagna, con la sua media di 994 alunni per Istituto, rispetta già ampiamente".
“Alla nostra Regione - ha scandito la sindaca - in base al criterio dei 938 alunni stabiliti dal Ministero, spetterebbero 23 Autonomie in più, non 17 in meno! Noi abbiamo iniziato il lavoro di riorganizzazione in comprensivi, con il superamento delle Direzioni Didattiche e Istituti Secondari, almeno dieci anni fa: è stato un percorso importante e impegnativo: ora, lo Stato ci obbliga a tornare indietro con una imposizione che impoverisce la Scuola e umilia il lavoro progettuale di anni. Già in questi giorni, il Commissario dovrebbe comunicare le decisioni relative agli accorpamenti, ma anche se noi saremo risparmiati - ha evidenziato Maurizia Rebecchi - non ci sarà da essere contenti, perché significherà che, comunque, qualcun altro nei nostri territori ha subito un impoverimento della propria Scuola. L’unica notizia positiva potrebbe arrivare da un ripensamento del Governo Meloni, che con questa decisione sta semplicemente penalizzando chi è stato più virtuoso”.
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