Neonati sepolti nel Parmense, Chiara Petrolini capace di intendere e volere
PARMA - Chiara Petrolini era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. È la conclusione della perizia psichiatrica disposta dalla Corte di assise di Parma nel processo alla 22enne accusata d di duplice omicidio premeditato e soppressione dei cadaveri dei due figli neonati, partoriti dopo gravidanze di cui nessuno ha saputo nulla e poi sepolti nel giardino della casa di famiglia a Traversetolo.
Le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli non hanno infatti identificato una patologia che possa aver inciso sulla capacità dell'imputata, ritenuta anche capace di stare in giudizio. La ragazza viene comunque definita soggetto immaturo e fragile, che preferisce comunicare con il web, con una modalità di relazione con gli altri definita "vendicativa", meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati per minori.
Per lo psichiatra Pietro Pietrini, consulente della difesa di Chiara Petrolini, la 22enne "È come se fosse un’adolescente". Ha una criticità patologica sull'intelligenza emotiva e sociale. Chiara non ha raccolto l’invito ad aprirsi di fronte alle psichiatre, perché è come se fosse una paraplegica psichica. Speriamo possa essere recuperabile".
Il processo contro Chiara Petrolini è iniziato il 30 giugno scorso.
La 22enne deve rispondere del duplice omicidio dei suoi figli, fatti morire appena partoriti.
Il primo corpo era stato trovato il 9 agosto scorso. Il bambino era nato due giorni prima: la mamma lo aveva sepolto in giardino nella villetta di Vignale di Traversetolo, dove abitava con la famiglia, e poi era partita per una vacanza con i genitori e il fratello.
Un mese dopo, i Carabinieri avevano individuato anche i resti di un altro bambino.
La giovane avrebbe fatto tutto da sola, nascondendo le gravidanze ai familiari e al suo ex fidanzato.
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