Referendum giustizia, nasce il coordinamento Unione Terre d’Argine per il “No”
TERRE D'ARGINE - Si è costituito nel Distretto delle Terre d’Argine un coordinamento del Comitato modenese della società civile per il NO al referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario (Legge Nordio, n.1917 del 30.10.2025), che il Governo ha fissato per il 22 e 23 marzo 2026.
Fanno parte del Coordinamento, le associazioni Cgil, Arci, Anpi, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Acli, Udi, Libera, Università Libera Età Natalia Ginzburg, e le forze politiche PD Carpi, PD Soliera, M5S Campogalliano, AVS Terre d’Argine, Giovani Democratici Terre d’Argine, Carpi Comune, Carpi Civica.
Come scrive il Comitato nel comunicato stampa, "La Riforma Nordio sulla cosiddetta separazione delle carriere dei magistrati tende in realtà a indebolire indipendenza e autonomia della Magistratura e ridurne il potere di controllo sugli atti dei governi e dei potenti di turno favorendone l'impunità e l'arbitrio, dato che la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è di fatto già avvenuta con la riforma Cartabia del 2022 che prevede precisi meccanismi per passare da una carriera all’altra e a seguito della quale solo una minoranza, lo 0,5% di tutti i magistrati, è da allora passato da una funzione all’altra. La volontà, quindi, non è quella di separare le carriere ma di “separare le magistrature”, la requirente dalla giudicante.
La Riforma Nordio non migliora e non risolve i veri problemi della giustizia, il suo obiettivo è un altro: riformando il Consiglio Superiore della Magistratura si punta ad indebolire l’autonomia della Magistratura. Lo dicono apertamente gli esponenti del Governo. Infatti la farraginosità e lunghezza dei processi restano problemi del tutto irrisolti.
Se dovesse passare questa riforma, ci saranno tanti vuoti che per legge ordinaria dovranno essere normati e che sarà la maggioranza politica del momento a definire.
L’indebolimento della Magistratura nel suo complesso, la creazione di due magistrature come mondi non comunicanti, può favorire la trasformazione della figura del PM come è oggi, in un super poliziotto, assorbito interamente dalla cultura dell’accusa, esentato dalla ricerca di prove a discolpa dell’indagato. Tutti sappiamo quale saranno i prossimi passi: il PM andrà sotto il potere esecutivo (Governo) e ben presto verrà cancellata l’obbligatorietà dell’azione penale, con l’effetto del superamento anche formale del principio democratico e costituzionale “la legge è uguale per tutti”.
Ecco perché siamo di fronte ad una riforma della magistratura e non della giustizia, i cui problemi restano irrisolti. Servono infatti risorse, persone, strumenti per ridurre la durata dei processi, migliorare l’efficienza del settore giustizia, tutelando così al meglio l’uguaglianza e i diritti dei cittadini. Questa riforma è uno strumento per limitare l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura e per ridurre il potere di controllo della magistratura italiana sugli atti dei governi e dei potenti di turno.
Il Coordinamento delle Terre d’Argine del Comitato modenese della società civile per il NO al referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario nasce con lo scopo di portare nel Distretto le ragioni del No con iniziative, banchetti e ogni altra azione per informare i cittadini in merito alla Riforma e invitarli ad andare a votare il 22 e 23 marzo 2026 e votare "No".
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