Certificati anti-rimpatrio, sospesi tre medici a Ravenna
RAVENNA - Si erano avvalsi della facoltà di non rispondere gli 8 medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, dinanzi al giudice per le indagini preliminari.
La convocazione nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nel rilascio di certificati di non idoneità all’ingresso nei centri di permanenza per i rimpatri, Cpr.
Falso ideologico continuato e interruzione di pubblico servizio i reati ipotizzati dalla procura, che ha chiesto per gli otto un anno di interdizione dall’esercizio della professione.
In tre sono stati sospesi per 10 mesi dalla professione medica. Agli altri cinque indagati, sempre per 10 mesi, è stato vietato di occuparsi di certificati relativi all’idoneità per la detenzione amministrativa nei Cpr, i centri di permanenza per i rimpatri.
Sono 64 i casi finiti sotto la lente in un anno e mezzo, in 34 dei quali l’esito dell’esame medico è stato proprio la non idoneità per la detenzione dei centri rimpatri.
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