Al “Vinitaly” Coldiretti Emilia-Romagna chiede liberare vino da burocrazia e dazi
Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle narrazioni fuorvianti, valorizzando le imprese e promuovendo il legame profondo tra prodotto e territorio. È questo il messaggio che Coldiretti Emilia Romagna porta a Vinitaly 2026 dove saranno protagoniste, tra le aziende regionali, spiccherà una nutrita presenza di cantine modenesi.
All’interno del padiglione regionale, le aziende Coldiretti rappresentano un pezzo significativo dell’identità vitivinicola emiliano-romagnola, con una produzione che spazia dai grandi vini della tradizione ai prodotti più innovativi. Tra le etichette maggiormente rappresentate figurano Lambrusco, Sangiovese, Albana e Pignoletto, espressioni autentiche di un territorio ricco di biodiversità e saperi agricoli.
Per Modena saranno presenti le cantine: Ventiventi di Medolla, Opera02 di Castelvetro, Paltrinieri di Sorbara, Garuti di Bomporto, Settecani di Castelvetro, Villa di Corlo di Modena, Acetaia Leonardi di Formigine, Zanasi di Castelnuovo Rangone e Raguzzoni di Modena.
La partecipazione a Vinitaly si inserisce nel quadro delle iniziative promosse da Casa Coldiretti, dove per quattro giorni si alterneranno incontri, approfondimenti e degustazioni con l’obiettivo di sostenere un comparto strategico del Made in Italy, primo ambasciatore del Paese nel mondo. Anche le imprese emiliano-romagnole saranno protagoniste di questo percorso: quattro aziende regionali prenderanno parte ad altrettante degustazioni organizzate proprio negli spazi di Casa Coldiretti, contribuendo a raccontare qualità, tracciabilità e identità produttiva.
Simbolo della presenza Coldiretti sarà la grande bottiglia avvolta da catene che si spezzano, immagine delle sfide che il settore vitivinicolo si trova oggi ad affrontare tra ostacoli normativi e barriere commerciali. Un contesto in cui diventa sempre più centrale difendere il valore economico, sociale e ambientale del vino italiano, sostenendo le imprese e promuovendo modelli produttivi legati alla sostenibilità e alla tutela del paesaggio.
“La nostra presenza a Vinitaly – sottolinea Coldiretti – è un’occasione per ribadire il ruolo strategico del vino come motore di sviluppo dei territori e come espressione di biodiversità, tradizione e innovazione. Le nostre aziende rappresentano un patrimonio che va difeso e valorizzato, anche attraverso politiche che ne sostengano la competitività sui mercati e il legame con le comunità locali”.
Spazio anche all’enoturismo e alla promozione integrata del cibo italiano, con il Ristorante d’Autore di Campagna Amica – “La Casa della Cucina Italiana” – che durante la manifestazione metterà al centro l’incontro tra agricoltura, cucina e territorio, valorizzando il lavoro dei produttori e la qualità delle filiere agricole.
Una presenza, quella di Coldiretti Emilia Romagna, che punta dunque a rafforzare il racconto di un vino che non è solo prodotto, ma cultura, paesaggio e identità.
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