Pronto Soccorso Modena e Cau, la denuncia: “Non funziona,14.000 persone se ne vanno prima della visita”
“Nei Pronto Soccorso e nei CAU della provincia di Modena nel 2025 sono stati registrati 19.816 abbandoni e gli accessi sono stati nettamente superiori ai livelli pre‑pandemia. È il risultato molto deludente dell’attuale riorganizzazione del sistema di emergenza‑urgenza da parte della Regione Emilia-Romagna.” Lo ha dichiarato il presidente del Gruppo Forza Italia nell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Pietro Vignali, commentando i dati 2025 relativi alle strutture di emergenza urgenza attive nella provincia di Modena comunicatigli dall’Assessorato regionale alle politiche per la salute.
“Nel dettaglio, 17.884 pazienti hanno abbandonato i Pronto Soccorso prima della conclusione del percorso di diagnosi e cura e 1932 hanno lasciato i CAU - ha proseguito Vignali - Complessivamente nel 2025 si registrano 368.374 accessi tra Pronto Soccorso, CAU e PPI, un valore che ha portato il sistema dell’emergenza‑urgenza modenese a livelli nettamente superiori a quelli del 2019, anno pre‑Covid, quando gli accessi complessivi erano stati 321.779. Questo significa che la domanda non solo non è diminuita, ma è aumentata in modo significativo.”
“A preoccupare è il fenomeno degli abbandoni che sono il 5,38 % di chi accede a queste strutture. Parliamo di migliaia di persone che entrano nel sistema sanitario e lo lasciano senza completare il percorso di cura. Di queste, quasi 14.000 non sono nemmeno arrivate alla visita medica. L’analisi dei codici di accesso conferma inoltre che la pressione sul sistema è legata principalmente ai casi meno gravi:
- oltre il 70% degli accessi è rappresentato da codici verdi e bianchi;
- i codici rossi sono l’1,33% del totale.”
Per il capogruppo regionale azzurro “Siamo di fronte a un evidente problema organizzativo: si sono moltiplicate sedi ed équipe, con costi molto elevati, ma il risultato è che è stato semplicemente spostato il problema da un punto all’altro del sistema".
Troppi cittadini si rivolgono a questi servizi per bisogni non urgenti, e il sistema fatica a fornire risposte rapide, finendo per congestionarsi — ha aggiunto il vicecoordinatore regionale di Forza Italia, Antonio Platis. — Chi abbandona, soprattutto nei CAU, presenta nella maggior parte dei casi problemi a bassa complessità, quindi differibili, che potrebbero trovare risposta presso i medici di famiglia. È la riprova del fallimento della riorganizzazione del sistema di emergenza che ha portato alla creazione dei CAU, unico caso a livello nazionale. Per giunta, oltre al costo stratosferico di almeno 35 milioni di euro, si aggiunge una competizione salariare che ha drenato risorse e competenze dai già esili organici dei PS. Il sistema si regge sempre più sulla professionalità e sull’abnegazione del personale, che riesce a sopperire a gravi carenze organizzative, ma non può continuare a fare miracoli. Si rischia di perder efficacia proprio dove il sistema dovrebbe essere più forte, cioè nella capacità di garantire risposte pronte e rapide
- A Disvetro torna la Sagra di San Giovanni Battista
- Demolizione e ricostruzione del ponte sulla Sp 9 per Casumaro: chiusura al traffico dal 16 giugno
- Micro-progetti di prossimità, nell'Area Nord spazio alla creatività per rafforzare il welfare di comunità
- Dal 25 al 27 esercitazione nazionale per il rischio alluvionale nel bacino del Po
- ITINERARI CURIOSI | Custodi di sogni sospesi: il luogo dove ogni lettera trova casa
- Pistola al Galilei di Mirandola, cosa sappiamo: dal primo racconto al comunicato della scuola
- Cavezzo piange Luca Ferrari, morto in moto sulla Canaletto: “Onesto, generoso, amava il rugby e la vita”











































































