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01 Luglio 2026
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Auto sulla folla in centro a Modena, la politica si divide: prudenza del Pd, il centrodestra attacca su sicurezza e integrazione

MODENA - La città resta sotto choc dopo il drammatico episodio avvenuto sabato pomeriggio in via Emilia Centro, dove un’auto lanciata ad alta velocità ha travolto diversi passanti provocando numerosi feriti. Nelle ore successive sono arrivati decine di messaggi dal mondo politico e associativo modenese: unanime la solidarietà alle vittime e il ringraziamento a cittadini, soccorritori e forze dell’ordine intervenuti per fermare l’aggressore, ma non sono mancate letture politiche differenti sull’accaduto.

Tra i primi interventi quello di Confesercenti Modena, che ha parlato di un “fatto gravissimo che ha colpito il cuore della città”, sottolineando anche il coinvolgimento diretto dell’associazione: tra i feriti c’è infatti una familiare di Mauro Salvatori, presidente Confesercenti Area Città di Modena. La funzionaria Simona Sighinolfi ha raccontato di essere passata pochi minuti prima dal luogo dell’impatto: “Ho ancora i brividi se ripenso all’accaduto”.

Sul fronte istituzionale è intervenuto anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, che ha definito quanto accaduto “un gesto di una gravità inaudita”, esprimendo vicinanza ai feriti e alle famiglie e annunciando la partecipazione al vertice convocato in Prefettura. “Siamo al fianco del sindaco Mezzetti e della comunità modenese, faremo tutto quello che serve”, ha dichiarato. 

"Modena è una città ferita da questa violenza insensata, che si è abbattuta su persone innocenti e su tutti i cittadini, profondamente colpiti e addolorati. Come Chiesa siamo vicini alle vittime e alle loro famiglie e cerchiamo di sostenere l'azione di tutti coloro che credono nella pace, non solo a livello geopolitico, ma anche a livello civile". È la dichiarazione al Sir di mons. Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, dopo il grave episodio avvenuto a Modena.

Commenti anche dalla comunità islamica che si raccoglie attorno alla associazione Alwahda. “Ho saputo di quello che è successo a Modena – fa sapere il presidente della associazione Abdelmajid Abouelala – ci dissociamo da quanto accaduto e preghiamo per le vittime dell’incidente”.

Il Partito Democratico – sia a livello provinciale sia cittadino – ha mantenuto una linea prudente e istituzionale. Il segretario provinciale Massimo Paradisi ha espresso “profonda vicinanza e solidarietà” ai feriti e alle famiglie, ringraziando cittadini, personale sanitario e forze dell’ordine per il rapido intervento. Analoga la posizione del Pd cittadino, che ha definito l’episodio “un atto drammatico” ma ha invitato ad attendere gli accertamenti prima di trarre conclusioni sulle motivazioni del gesto. “Prima di esprimere ogni altra considerazione attendiamo aggiornamenti”, scrivono i democratici, parlando di un “atto folle, di inaudita gravità e senza precedenti”.

Sulla stessa linea anche il consigliere di Nonantola Giacomo Zavatti (Futuro 2030), che ha espresso vicinanza alle persone coinvolte e un ringraziamento a cittadini, soccorritori e forze dell’ordine, senza entrare nel merito delle possibili cause o implicazioni dell’episodio.

Toni diversi invece dal centrodestra, dove accanto alla solidarietà alle vittime emergono riferimenti più espliciti ai temi della sicurezza, dell’immigrazione e dell’integrazione. Pelatro è stato lo stesso ministro Matteo Salvini il primo a dichiarare pubblicamente nome e origini dell'attentatore.

Forza Italia, con Antonio Platis e Piergiulio Giacobazzi, insiste soprattutto sulla gravità dell’accaduto e sullo choc per la città. Platis parla di “serenità delle famiglie travolta” e cita esplicitamente il fatto che alla guida vi fosse “un nord africano che ha poi estratto un coltello”. Giacobazzi, pur usando toni più cauti, auspica che la vicenda “non abbia una regia” e chiede piena luce sui fatti. Entrambi ringraziano cittadini e soccorritori.

Ancora più netta la posizione della Lega, che collega direttamente l’episodio ai temi della sicurezza urbana, dell’integrazione e del degrado sociale. Nel comunicato firmato da Stefano Corti, Giovanni Bertoldi e Caterina Bedostri si afferma che, qualora fosse confermata l’ipotesi di attentato, occorrerebbe chiarire “la matrice del gesto” e affrontare il tema delle “situazioni di radicalizzazione ed estremismo”. La Lega parla inoltre di “progressivo peggioramento della sicurezza urbana”, citando criminalità, disagio psichico, dipendenze e presenza di soggetti “non realmente integrati nel nostro tessuto sociale e culturale”. Dal partito arriva anche una proposta concreta: installare piloni antitraffico nei principali accessi del centro storico.

Sulla stessa linea anche Patto per il Nord Modena, formazione di centrodestra nata da ex esponenti leghisti. Il coordinatore provinciale Livio Degliesposti sostiene che “anni di politiche superficiali sull’immigrazione e sull’integrazione abbiano prodotto troppe criticità”, aggiungendo che “l’integrazione non può essere soltanto uno slogan ideologico”. Anche in questo caso vengono chiesti “più controlli sul territorio, maggiore prevenzione e tolleranza zero verso chi mette a rischio la vita delle persone”.

Fratelli d’Italia, con la deputata Daniela Dondi, mantiene invece una posizione più istituzionale e meno politicizzata rispetto alla Lega: nel comunicato si parla di “terribile tragedia” e di “gesto grave e sconvolgente”, con un ringraziamento a soccorritori e investigatori e fiducia nel lavoro delle autorità per chiarire quanto accaduto.

Anche Enrico Aimi, componente laico del Csm ed esponente dell’area di centrodestra, richiama il tema della sicurezza ma con un taglio istituzionale. Parla di “violenza e barbarie” che “irrompono nelle nostre città” e chiede una risposta dello Stato “ferma, rapida e inflessibile”, invitando però ad affidarsi al lavoro di magistratura e investigatori.

Dalle reazioni emerge quindi una sostanziale unità sul piano della solidarietà alle vittime e del riconoscimento del ruolo avuto da cittadini, sanitari e forze dell’ordine nel contenere le conseguenze dell’episodio. Le differenze si manifestano invece nella lettura politica dei fatti.

Il centrosinistra sceglie la cautela, evita riferimenti all’origine dell’uomo fermato o a possibili moventi e invita ad attendere gli accertamenti. Il centrodestra, soprattutto Lega e Patto per il Nord, ma anche parte di Forza Italia, introduce invece già nelle prime ore il tema della sicurezza urbana, dell’integrazione e della provenienza dell’aggressore, collegando l’episodio a questioni più ampie legate all’ordine pubblico. Fratelli d’Italia resta in una posizione intermedia, privilegiando toni istituzionali e di vicinanza senza spingersi nelle analisi più politiche avanzate dagli alleati.

 
 
STRAGE A MODENA, Ascari (M5s) : 'La domanda da porsi non è quale etichetta attaccare a questa situazione ma: che cosa non abbiamo voluto vedere prima?
La salute mentale è anche una questione di sicurezza collettiva'.
'Ieri a Modena c’erano oltre 5mila persone in piazza. La mia città ferita si è stretta in un abbraccio alle vittime della strage e alle loro famiglie, per dire che non sono sole in questo dolore. Su questa orribile vicenda sono state fatte troppe speculazioni da parte di chi, neanche di fronte a delle vittime, si ferma un attimo a riflettere prima di parlare. Quando Osama e Mohammed Shalaby, padre e figlio, insieme a Luca Signorelli e ad altri cittadini, italiani e stranieri, hanno inseguito e fermato il criminale, nessuno in quel momento ha chiesto loro il passaporto, il permesso di soggiorno, la religione. Hanno visto persone in pericolo e hanno reagito da esseri umani'- Così l'onorevole cinque stelle Stefania Ascari.
'La domanda fondamentale da porsi dunque non è quale etichetta applicare a questa situazione ma: che cosa non abbiamo voluto vedere prima?
La salute mentale è anche una questione di sicurezza collettiva. Quando una persona esce dal radar dei servizi, smette le cure, scivola nella solitudine, aumenta il proprio malessere e può diventare un pericolo per la comunità. Se il sistema non è in grado di tenere il filo con le persone più fragili, c’è un fallimento strutturale. A Modena quel fallimento è esploso davanti agli occhi di tutti e tutte.
Ridurre tutto a “seconda generazione”, immigrazione, invocare espulsioni e cancellazioni di cittadinanza anche quando non c’entrano nulla è mera propaganda ed è certamente più facile che ammettere che servono investimenti seri in sanità pubblica, salute mentale, politiche giovanili, lavoro dignitoso, lotta alla marginalità sociale.
Offrire bersagli semplici invece di affrontare alla radice problemi complessi, non porta ad alcuna soluzione.
Le scorciatoie non curano le ferite, danno solo l’illusione di farlo.
E se c’è qualcosa da imparare da questa vicenda drammatica, è che servono meno slogan, più responsabilità e più umanità, perché i problemi vanno affrontati e risolti, non nascosti sotto il tappeto della propaganda. E per rispetto delle vittime, prima di tutto bisognerebbe fare un passo indietro e tacere, e poi tornare a parlare solo quando si è in grado di dire parole più sensate e responsabili.


AUTO SULLA FOLLA A MODENA: SOLIDARIETÀ AI FERITI E NO ALLO SCIACALLAGGIO POLITICO
Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà ai feriti, alcuni dei quali purtroppo molto gravi, del doloroso episodio che ha sconvolto la nostra città nella giornata di ieri, quando un uomo di 31 anni ha falciato a folle velocità i passanti in centro storico. Il nostro pensiero va a chi ha subito questa violenza inspiegabile, ingiustificabile, e ai loro cari.

In queste ore di sgomento, vogliamo ringraziare i cittadini che, con straordinario coraggio, sono intervenuti per bloccare il criminale ed evitare una tragedia ancora peggiore. Tra loro, erano presenti anche cittadini di origine straniera, a dimostrazione del fatto che davanti al pericolo non conta il passaporto ma solo l'umanità.

Vogliamo ringraziare anche la macchina dei soccorsi, capace di intervenire con prontezza e professionalità nel momento del bisogno, a dimostrazione di quanto sia preziosa una sanità pubblica efficiente.

Riteniamo inaccettabile la macchina del fango e del razzismo che la destra locale e nazionale ha messo in moto un minuto dopo il fatto strumentalizzando le origini marocchine dei genitori del criminale, dimostrando la più totale mancanza di rispetto per le vittime. Strumentalizzare la violenza per lucrare voti alimentando la paura dello straniero è un atto di squallido sciacallaggio politico che respingiamo con fermezza.

Da quanto emerge, il trentunenne - incensurato, laureato in economia e in cerca di occupazione - non aveva una radicalizzazione religiosa né legami eversivi, mentre la sua storia clinica riporta una patologia psichiatrica. Sarà la magistratura a fare piena luce sulle dinamiche e sulle responsabilità di questo dramma, che non può e non deve trovare giustificazioni.

Tuttavia, questo impianto clinico ci impone una riflessione ben diversa e molto più urgente, che la sciacallesca politica securitaria finge di non vedere: il dramma dei soggetti con patologie psichiatriche lasciati senza una rete adeguata di cura, prevenzione e monitoraggio. La vera sicurezza delle nostre città non si fa con la propaganda d'odio, ma garantendo che i servizi sociali e il sistema sanitario pubblico siano accessibili, efficienti e in grado di intercettare e seguire il disagio prima che sia troppo tardi.

Respingiamo l'odio e restiamo umani.

Rifondazione Comunista Federazione di Modena



Fatti di ieri in centro a Modena: vicinanza, lucidità e impegno civile

AVS Modena esprime la propria vicinanza a tutte le persone ferite nell'investimento di ieri pomeriggio in centro città, alle loro famiglie e a quanti hanno vissuto momenti di paura e sgomento. Un pensiero di gratitudine va anche ai quattro cittadini — italiani e stranieri — che con coraggio e prontezza hanno fermato l'autore del gesto.

Come comunità modenese, siamo stati colpiti e scossi profondamente da quanto accaduto. Un evento di questa gravità impone riflessione, non reazione immediata.

Gli accertamenti sono ancora in corso. Le informazioni disponibili sembrano indicare che l'autore fosse in carico ai servizi di salute mentale da anni, senza collegamenti accertati con movimenti di radicalizzazione. Attendiamo che emergano la verità e le responsabilità complete prima di formulare giudizi definitivi: sarà la realtà dei fatti a guidare la valutazione di questo drammatico episodio.

Nel frattempo, ci sentiamo in dovere di sottolineare due cose.

La prima: se fossero confermati i disturbi psichiatrici gravi già noti ai servizi, questo solleva interrogativi seri e urgenti sullo stato della nostra rete di salute mentale. Perdere il filo di una persona in cura, lasciandola sola con i propri demoni, è un fallimento collettivo. Non si può continuare a tagliare risorse ai servizi di cura e poi scoprire che le conseguenze ricadono sulle persone più fragili e sull'intera comunità.

La seconda: in un momento difficile come questo, è essenziale resistere alla tentazione delle analisi rapide e delle conclusioni preconfezionate. Attribuire responsabilità collettive a una comunità straniera sulla base dell'origine dell'autore sarebbe sbagliato sul piano etico e pericoloso su quello civile. Allo stesso modo, ridurre tutto a una patologia individuale senza interrogarsi sui contesti sarebbe una risposta parziale e insufficiente.

Modena è una città capace di stare insieme anche nelle ore più difficili. AVS chiede a tutte le istituzioni e a tutti gli attori politici e sociali di contribuire a tenere unita questa comunità, evitando strumentalizzazioni che dividono e alimentano paure, e lavorando invece per risposte concrete: più investimenti nella salute mentale, più coesione, più presenza nei territori.

Alleanza Verdi Sinistra Modena

Paola Aime
Maria Teresa Rubbiani

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