Allarme gioco d’azzardo nella Bassa. Federconsumatori: “Fenomeno troppo normalizzato”
Di recente è stato pubblicato il rapporto sul gioco d’azzardo nel distretto della Bassa modenese basato sui dati del 2024. La spesa relativa all’azzardo è aumentata del 12% rispetto all’anno precedente, con una spesa complessiva intorno ai 170 milioni di euro, circa 18 in più rispetto al 2023. A denunciarlo è Federconsumatori, che punta il dito soprattutto sull’incremento spaventoso (+30%) dell’attività online, più pericolosa, perché più accessibile. Una volta dovevamo uscire di casa e andare alla sala slot più vicina, magari stando attenti a non farci “beccare” da qualche conoscente. Oggi la ludopatia è a portata di click.
In tutto i giocatori attivi nel 2024 erano 3.800. “Questo numero – spiega il referente di Federconsumatori Marzio Govoni – comprende sia chi ha una vera dipendenza, sia chi, semplicemente, è un giocatore abituale. Come si distingue una persona che gioca regolarmente da un ludopatico? In genere si valuta quanto spende: chi è dipendente sperpera anche interi stipendi. Oggi nel distretto ci sono circa 30 pazienti in cura presso la sanità pubblica, cifra inferiore rispetto ad altre realtà nazionali, ma consideriamo che non tutti i ludopatici scelgono di curarsi”.
1.500 persone in Emilia-Romagna seguite per dipendenza da gioco d'azzardo
Da qualche anno Federconsumatori denuncia il clamoroso ritardo con cui vengono forniti i dati dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, numeri sui quali poi Federconsumatori compie i suoi studi. “Lo scarto delle ultime consegne è di due anni – spiega Govoni – Un ritardo scandaloso. Solo grazie a questi dati possiamo avere una fotografia della realtà, ma se queste informazioni arrivano in ritardo è più complicato farsi idee precise. Quest’anno il Ministero dell’Economia ha presentato alla Camera dati limitati alle regioni, ma è con quelli delle realtà locali che possiamo avere un quadro preciso per agire in modo più efficace”.
Al di là delle campagne informative, quali altri strumenti esistono a livello locale per contrastare la diffusione incontrollata del gioco d’azzardo? Per Govoni le armi a disposizione dei sindaci sono poche, ma ci sono. In particolare la legge regionale in materia, che consente di mantenere le sale slot ad almeno 500 metri da luoghi considerati sensibili. Questa normativa però vale per le sale, non per i bar dotati di slot. “Nella Bassa le sale sono molte e secondo noi questa legge andrebbe applicata di più – commenta Govoni – Lo diciamo in base ai dati, non vogliamo attaccare le amministrazioni come qualcuno ha detto in passato. Comprendiamo anche che sia complicato passare per vie legali. Di recente nel modenese il ricorso di un proprietario è stato respinto in appello, ma in primo grado era stato accolto. Non è scontato applicare queste leggi. Riguardo alle campagne di sensibilizzazione invece, pensiamo che nell’Area Nord venga fatto un buon lavoro”.
Govoni mette in guardia anche dalle proposte avanzate dal Governo: “Da un paio d’anni stanno cercando di creare una legge nazionale sull’azzardo. Questo sarebbe assolutamente negativo, perché toglierebbe autonomia alle amministrazioni comunali, le uniche che hanno il polso della situazione a livello locale. Bisognerebbe piuttosto trovare il modo di censire chi gioca online per tentare di scovare chi non usa la sua vera identità, come i criminali. Il peso del riciclaggio di denaro sporco nel gioco d’azzardo è enorme. E poi certo bisogna continuare a educare i giovani. Basti sapere che negli ultimi anni la dicitura usata da Governo e Agenzia Dogane non è più ‘azzardo’, ma ‘gioco legale’. È un segnale della grave normalizzazione del fenomeno a cui stiamo assistendo negli ultimi anni ed è incredibile che nessuno la metta in discussione”.
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