Bomporto, maxi truffa sui mezzi da cantiere
Una maxi truffa costruita attorno al mercato dei mezzi da cantiere, con trattative apparentemente regolari, documenti e passaggi studiati per dare credibilità agli affari, ma che secondo gli investigatori della Polizia nascondevano un sistema organizzato di raggiri. Al centro della vicenda ci sarebbe anche un uomo del Modenese, indicato come il presunto capo della banda
La vicenda tocca da vicino Bomporto e più in generale il territorio modenese, dove il settore dell’edilizia, dei cantieri e del movimento terra rappresenta una parte importante dell’economia locale. Proprio per questo il caso ha suscitato attenzione: non si tratta della classica truffa telefonica o del raggiro ai danni di privati cittadini, ma di un meccanismo che avrebbe riguardato beni di valore elevato, come macchinari, mezzi da lavoro e attrezzature utilizzate dalle imprese.
Secondo quanto emerso, l’organizzazione avrebbe operato sfruttando la compravendita di mezzi da cantiere, un ambito in cui i costi sono spesso molto alti e in cui basta un solo affare andato male per provocare danni economici rilevanti. Le indagini puntano ora a ricostruire il ruolo dei singoli indagati, i contatti, i passaggi di denaro e l’eventuale numero delle persone raggirate.
Il modenese finito al centro dell’inchiesta viene indicato come una figura di primo piano del gruppo. Sarebbe stato lui, secondo l’ipotesi investigativa, a coordinare o comunque a svolgere un ruolo decisivo nella gestione delle operazioni. Come sempre in questa fase, le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento e vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Il caso conferma però un fenomeno sempre più rilevante: i mezzi da cantiere sono diventati un obiettivo sensibile per truffe, furti e ricettazione. Escavatori, minipale, camion, piattaforme e attrezzature specialistiche hanno valori molto alti e possono essere rivenduti, spostati o reimmessi sul mercato con relativa rapidità, soprattutto quando vengono utilizzate società di comodo, annunci online o documentazione apparentemente regolare.
Per le imprese il danno può essere doppio: economico, per la perdita del mezzo o del denaro versato, e operativo, perché il blocco di un macchinario può rallentare o fermare un cantiere. Da qui l’invito, ribadito spesso dalle forze dell’ordine, a verificare sempre con attenzione provenienza dei mezzi, documentazione, identità dei venditori, visure societarie e modalità di pagamento, evitando versamenti anticipati quando la trattativa presenta elementi poco chiari.
L’inchiesta proseguirà ora con gli accertamenti necessari a definire il perimetro della presunta organizzazione e l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

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