Caldo record in nidi e scuole dell’infanzia, Arletti (FdI) porta il caso in Regione: “A rischio la salute dei bambini”
Le temperature record di queste settimane stanno mettendo in evidenza una criticità che interessa numerosi asili nido e dell’infanzia della provincia di Modena. Da Sassuolo a San Cesario sul Panaro, Carpi, Mirandola, fino al capoluogo, le strutture scolastiche si stanno dimostrando in molti casi inadeguate ad affrontare ondate di calore che non rappresentano più un evento eccezionale e in pericolo c’è la salute dei bambini. Per questo i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò hanno presentato un'interrogazione alla Giunta regionale chiedendo un piano di interventi strutturali e risorse dedicate per dotare le scuole di impianti di climatizzazione efficienti.
«Quello che sta accadendo in provincia di Modena dimostra che non siamo di fronte a episodi isolati, ma a un problema diffuso che richiede risposte strutturali. A Sassuolo il dirigente scolastico è stato costretto a invitare le famiglie a riprendere i bambini dopo il pranzo perché le temperature nelle aule erano diventate insostenibili. Una decisione comprensibile dal punto di vista della tutela della salute, ma che scarica inevitabilmente il peso dell'emergenza sui genitori, soprattutto su quelli che lavorano e non possono contare su altri aiuti», ha spiegato la consigliera regionale Annalisa Arletti.
«Anche a Modena la situazione è ben lontana dall'essere risolta. L'unica risposta messa in campo è stata quella di acquistare alcuni raffrescatori mobili per una parte degli asili nido comunali, strumenti che non rappresentano una soluzione adeguata per ambienti di grandi dimensioni e che non possono sostituire veri impianti di climatizzazione. Si continua a rincorrere l'emergenza con interventi tampone invece di programmare investimenti duraturi. Ma la Regione non può limitarsi ad assistere a quanto accade nei territori né scaricare ogni responsabilità sui Comuni: deve fare la propria parte, sostenendo gli enti locali con risorse e una programmazione seria», ha continuato Arletti.«Nel 2026 non è accettabile che bambini da pochi mesi a cinque anni siano costretti a trascorrere ore in aule surriscaldate dalle quali escono stremati dopo ore di esposizione a temperature elevate, durante le quali sudano in maniera copiosa senza possibilità di avere un po’ di refrigerio. Spesso dormono in stanze che si trasformano in saune e le famiglie sono messe nella condizione di scegliere tra il lavoro e la salute dei propri figli, con grande preoccupazione. Le ondate di calore sono ormai una realtà ricorrente e non possono più essere affrontate come eventi straordinari. Il caldo non è un fenomeno sconosciuto o imprevedibile: da anni gli esperti segnalano l'aumento delle temperature e proprio per questo non esistono più alibi per non aver pianificato interventi di prevenzione e adeguamento delle strutture scolastiche», ha aggiunto la consigliera regionale.«Con questa interrogazione chiediamo alla Regione di fotografare la situazione di tutti gli asili nido e delle scuole dell’infanzia dell'Emilia-Romagna, di stanziare risorse per sostenere i Comuni nell'installazione di impianti di climatizzazione e di definire protocolli chiari per affrontare le emergenze climatiche, inclusa la comunicazione nei confronti delle famiglie. È arrivato il momento che la Giunta regionale si assuma fino in fondo le proprie responsabilità: la sicurezza e il benessere dei bambini devono essere una priorità, non una questione lasciata all'improvvisazione, allo scaricabarile istituzionale o alla buona sorte», ha concluso Arletti.
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