Banda della Uno bianca, Fabio Savi dal carcere chiede perdono. I familiari delle vittime: “Lettera strumentale”
Nuovo capitolo nella vicenda della banda della Uno bianca. Fabio Savi, uno dei membri del gruppo criminale responsabile di 24 morti e oltre 100 feriti, dal carcere ha scritto una lettera ai familiari delle vittime.
A riportare la notizia è l'Ansa.
"Le parole non potranno mai rimediare al male fatto, ma ho solo cercato di ripetere la verità, la stessa testimoniata ai processi, poi ritrattata per seguire stupidamente l'esempio di un fratello, che in realtà da fratello non si comportava, e spero che tutto ciò, e questa lettera, possa essere un primo passo per dimostrare, in primis a voi, il mio tormento per avervi causato un dolore così profondo, ed esprimere tutto il mio rimorso per ciò di cui mi sona purtroppo reso responsabile. Ho sempre rifiutato di rivolgermi a voi con una lettera di scuse, le telecamere mi hanno forse permesso in qualche modo di presentarmi".
Sono parole di Fabio Savi, ergastolano, uno dei due capi della Banda della Uno bianca, scritte in una lettera indirizzata ai familiari delle vittime del gruppo criminale che tra il 1987 e il 1994 fece 23 morti e oltre 100 feriti tra Bologna, la Romagna e le Marche.
Lo scorso maggio, dopo che il fratello Roberto, anche lui ergastolano, rilasciò una intervista a 'Belve Crime' ipotizzando coperture da parte dei Servizi e affermando che il vero obiettivo della rapina all'armeria di via Volturno era eliminare l'ex carabiniere Pietro Capolungo, anche Fabio giorni dopo parlò in tv a 'Quarto Grado', smentendo il fratello e dicendo che non c'è stata nessuna protezione, nessun livello superiore, né strategia del terrore.
Entrambi poi vennero sentiti dai magistrati di Bologna nell'ambito del nuovo fascicolo sulla banda della Uno Bianca aperto in seguito ad un esposto presentato dai legali dei familiari delle vittime.
Parole che hanno provocato ulteriore sofferenza e indignazione, commenta il presidente dei familiari delle vittime, Alberto Capolungo. "Nella lettera non c'è nessuna novità, se ha qualcosa di nuovo da dire sa a chi rivolgersi. E' solo una mossa strumentale per ottenere benefici - commenta il presidente dei familiari delle vittime, Alberto Capolungo".
Proprio un mese fa era stata respinta l'ennesima richiesta di permessi premio da parte di Fabio Savi, che sta scontando l'ergastolo nel carcere di Bollate.
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