Quando i ricordi diventano favole: le storie delle persone con demenza al Festival Filosofia sabato 19 settembre
MODENA – Ci sono ricordi che riaffiorano per frammenti, immagini che cambiano forma, storie conosciute che prendono improvvisamente una strada nuova. È da questo intreccio tra memoria e immaginazione che nasce “Finale a sorpresa”, il progetto con cui l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena partecipa al Festival Filosofia.
L’appuntamento è per sabato 19 settembre alle 17, nel Chiostro della Biblioteca civica Antonio Delfini, a Palazzo Santa Margherita, con il reading “Favole giocose nate da persone con demenza per bambini di tutte le età”.
Le storie sono il risultato di un laboratorio promosso dall’AOU di Modena, nel quale i professionisti della Geriatria e della Neurologia, insieme ai volontari di AVO Modena e dell’associazione G.P. Vecchi, hanno proposto a persone con demenza di continuare alcune favole note lasciandosi guidare dai propri ricordi.
Da questo gioco narrativo sono nate storie in parte o completamente nuove, con finali inattesi, deviazioni, immagini e personaggi costruiti attraverso ciò che ciascun partecipante conservava nella propria memoria.
Durante l’incontro le favole saranno presentate dai professionisti dell’Azienda ospedaliero-universitaria e poi raccontate e “giocate” da una voce narrante. L’obiettivo è restituire al pubblico non soltanto il risultato del laboratorio, ma anche il valore della relazione e della creatività all’interno dei percorsi di cura.
Il progetto si inserisce nel lavoro portato avanti dall’AOU di Modena sul tema della demenza. L’Ospedale Civile di Baggiovara è stato infatti il primo ospedale italiano a ottenere la certificazione di Ospedale Amico delle Persone con Demenza, Dementia Friendly.
“Finale a sorpresa” sarà presentato ufficialmente giovedì 17 settembre alle 10.30, durante una conferenza stampa nella Sala Conferenze della Biblioteca Delfini.
All’incontro parteciperanno, tra gli altri, il direttore scientifico del Festival Filosofia Daniele Francesconi, il direttore generale dell’AOU di Modena Luca Baldino, rappresentanti di Unimore e del Comune di Modena, insieme ai professionisti sanitari coinvolti nel progetto e alle associazioni che hanno collaborato al laboratorio.
Un’esperienza che prova a guardare alla demenza anche da un’altra prospettiva: non soltanto attraverso ciò che la memoria perde, ma attraverso ciò che, ancora, può trasformarsi in racconto.
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