Fratelli d’Italia presenta i risultati del Governo Meloni a Modena: “Oltre 100 nuove forze dell’ordine e quasi 14 milioni per strade provinciali”
MODENA - Quattro anni di Governo Meloni caratterizzati da stabilità politica, impegni mantenuti e risultati concreti, con importanti ricadute anche sul territorio modenese.
E' quanto si legge nella nota di Fratelli d’Italia, che ha ripercorso i principali traguardi raggiunti dall’esecutivo nel corso di un incontro a Modena che ha visto protagonisti Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Michele Barcaiuolo, senatore e coordinatore regionale del partito, la deputata Daniela Dondi e l’europarlamentare Stefano Cavedagna.
Dalla crescita dell’occupazione alla riduzione dello spread, dagli investimenti nella sanità e nella sicurezza fino all’attuazione del PNRR e alle battaglie europee per la tutela delle imprese: numerosi i temi affrontati per illustrare quanto realizzato e le priorità che continueranno a caratterizzare l’azione politica di Fratelli d’Italia.
Ad aprire l’incontro è stato Michele Barcaiuolo, che ha sottolineato come molti dei risultati conseguiti dal Governo non ricevano, a suo giudizio, la giusta attenzione nel dibattito pubblico.
“È importante far conoscere ciò che è stato realizzato in questi quattro anni, perché troppo spesso si preferisce alimentare polemiche anziché confrontarsi con i numeri. Oggi in Italia abbiamo oltre un milione di occupati in più rispetto all’insediamento del Governo Meloni, con un tasso di occupazione che ha raggiunto il 63,2%. A questo si aggiungono il rinnovo di contratti collettivi rimasti bloccati per anni e uno spread che, contrariamente alle previsioni catastrofiche di chi sosteneva che un Governo di centrodestra avrebbe messo in difficoltà il Paese, è sceso sotto gli 80 punti base. Lo stesso vale per gli investimenti nella scuola e nella sanità, sui quali l’opposizione continua a diffondere ricostruzioni lontane dalla realtà. Basti pensare che il Fondo sanitario nazionale è passato dai 126 miliardi del 2022 ai quasi 143 miliardi previsti per il 2026. Sul fronte dell’immigrazione abbiamo rafforzato i controlli alle frontiere e avviato, attraverso il Piano Mattei, una strategia di cooperazione con i Paesi africani che supera le vecchie politiche predatorie e affronta il fenomeno con una prospettiva di lungo periodo”.
Barcaiuolo ha quindi ricordato le risorse destinate al territorio modenese, soffermandosi in particolare sul rafforzamento della sicurezza e sugli investimenti infrastrutturali.
“Anche Modena ha beneficiato concretamente delle scelte di questo Governo. Delle oltre tremila nuove unità delle forze di polizia assunte, più di cento sono arrivate sul nostro territorio, comprese oltre quaranta unità dell’Arma dei Carabinieri. A queste si aggiungono investimenti significativi sulle infrastrutture, a partire dai quasi 14 milioni di euro destinati alle strade provinciali e dagli interventi per la viabilità, oltre agli oltre 15 milioni stanziati per affrontare l’emergenza della frana di Boccassuolo. Sono risorse importanti che dimostrano l’attenzione del Governo verso le esigenze delle nostre comunità”.
Il coordinatore regionale ha poi richiamato il lavoro svolto nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e gli investimenti che stanno interessando anche il Modenese.
“Il PNRR rappresenta un’altra dimostrazione della capacità di questo esecutivo di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti. L’Italia ha già ricevuto 166 miliardi di euro, pari all’85% della dotazione complessiva, rispettando gli impegni previsti a livello europeo. Anche sul nostro territorio sono numerose le opere finanziate, a partire dagli interventi sulle reti idriche AIMAG, per i quali sono stati ammessi oltre 22 milioni di euro di finanziamenti PNRR. Il Piano è stato ereditato dai precedenti esecutivi, ma sono stati i ministri del Governo Meloni, prima Fitto e poi Foti, a garantirne l’attuazione e il rispetto degli obiettivi europei. Quando un sindaco inaugura un asilo o una struttura realizzata grazie a questi finanziamenti, dovrebbe riconoscere anche il lavoro di chi ha reso possibile l’effettiva erogazione delle risorse. I tagli dei nastri fanno certamente piacere, ma sarebbe opportuno ricordare anche chi ha lavorato perché quelle opere diventassero realtà”.
A seguire, Galeazzo Bignami ha richiamato quello che considera uno degli elementi più significativi dell’esperienza di Governo: la capacità di assicurare continuità politica e di riaffermare la responsabilità degli eletti nelle scelte che riguardano il Paese.
“Tra i risultati più importanti di questi quattro anni ce n’è uno che non compare nelle statistiche e che tuttavia ha inciso profondamente sull’azione dell’esecutivo: avere restituito alla politica il ruolo che le spetta. Dopo dodici anni segnati da governi tecnici o da maggioranze costruite attraverso accordi parlamentari, l’Italia può contare su un Governo espressione del voto degli italiani, capace di garantire stabilità lungo l’intera legislatura. Questo ha cambiato il rapporto con gli apparati dello Stato, perché oggi la responsabilità delle decisioni è chiaramente in capo a chi governa. Non ci sono più giustificazioni dietro cui possano nascondersi burocrazie, tecnocrazie o la stessa classe politica”.
Per Bignami, la stabilità rappresenta anche una condizione indispensabile per dare efficacia alle scelte dell’esecutivo e rafforzare la posizione italiana nelle sedi internazionali.
“Abbiamo superato un’impostazione nella quale troppo spesso erano le strutture tecniche a determinare gli indirizzi, mentre la politica finiva per adeguarsi. Oggi chi ha ricevuto un mandato dai cittadini esercita pienamente la propria responsabilità. È una trasformazione profonda, forse meno visibile di altre, ma decisiva per comprendere i risultati ottenuti. La stessa coerenza ci ha consentito di sostenere per quattro anni posizioni precise in Europa, dalla gestione dell’immigrazione alla revisione delle politiche legate al Green Deal e all’automotive. Quando un Paese mantiene una linea chiara e costante, acquisisce autorevolezza e può incidere maggiormente sulle decisioni. È da questa solidità che possiamo partire per raggiungere nuovi obiettivi”.
La deputata modenese Daniela Dondi ha concentrato il proprio intervento sui progressi compiuti nel settore della giustizia, con particolare riferimento agli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Il lavoro del Governo ha prodotto risultati rilevanti anche nell’organizzazione e nell’efficienza della giustizia. Tra il 2022 e giugno 2026 abbiamo raggiunto gli obiettivi previsti dal PNRR relativi alla riduzione dell’arretrato e alla durata dei procedimenti giudiziari. In particolare, i tempi dei processi civili sono stati ridotti del 50 per cento e quelli dei processi penali del 30 per cento. Sono risultati importanti, che rappresentano un passo avanti verso un sistema giudiziario più rapido ed efficiente, nell’interesse dei cittadini e del mondo produttivo”.
In conclusione, Stefano Cavedagna ha illustrato il lavoro svolto a livello europeo per difendere le imprese del territorio, ponendo l’attenzione soprattutto sui settori della ceramica e dell’automotive.
“Stiamo lavorando con determinazione per tutelare due comparti fondamentali per Modena e per l’intera economia nazionale. Il primo è quello ceramico, che rischia di essere messo in ginocchio dai costi imposti dal sistema europeo ETS sulle emissioni. Se non riusciremo a intervenire su questi meccanismi, metteremo seriamente a rischio la sopravvivenza di un settore strategico. Le imprese modenesi producono ceramica di altissima qualità, ma devono competere sui mercati internazionali con prodotti provenienti da Paesi come Cina e India, dove non esistono gli stessi obblighi. Abbiamo ottenuto una prima revisione parziale del sistema ETS, un primo risultato che va nella direzione giusta, ma la battaglia continua”.
L’europarlamentare ha poi ribadito la necessità di modificare profondamente le regole europee sulla transizione dell’automotive, salvaguardando il futuro dei motori endotermici.
“Non possiamo accettare soluzioni di compromesso che lascino sostanzialmente inalterato un regolamento destinato a penalizzare pesantemente l’industria automobilistica. La nostra posizione è chiara: il motore endotermico deve avere un futuro e non si possono escludere per decisione politica tecnologie e carburanti alternativi, a partire dai biocarburanti. Chi desidera acquistare un veicolo elettrico deve essere libero di farlo, ma la stessa libertà deve essere garantita a chi sceglie altre motorizzazioni. Saranno i cittadini e il mercato a determinare quali soluzioni avranno successo, non decisioni imposte dall’alto da una Commissione europea che troppo spesso dimostra di non conoscere le caratteristiche dei nostri distretti industriali”.
“Riuscire a ottenere cambiamenti sostanziali sul sistema ETS e sulle norme relative all’automotive significherebbe dare una risposta concreta a migliaia di lavoratori e imprese del territorio modenese. È questo l’obiettivo per cui Fratelli d’Italia continua a impegnarsi nelle istituzioni europee, insieme al Governo Meloni, affinché le esigenze della nostra economia e le eccellenze produttive italiane siano finalmente ascoltate e tutelate”, ha concluso Cavedagna.
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