Nuovo ospedale a Baggiovara? Il sindaco di Modena: “Non c’è un progetto già approvato e il Policlinico non sparirà”
MODENA - "Il vero rischio non è avere il coraggio di avanzare una visione. Il vero rischio è rinunciare a progettare il futuro per paura di discuterne”.
In questa frase, pronunciata verso la fine dell'ampia risposta fornita all'interrogazione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d'Italia sull'”annunciato progetto di realizzazione del nuovo policlinico a Baggiovara” sono condensate le ragioni che il sindaco Massimo Mezzetti ha posto alla base delle sue dichiarazioni sul futuro degli ospedali modenesi in un piano più ampio che ha al cuore la difesa della sanità pubblica attraverso la riorganizzazione dell'offerta sanitaria. Mezzetti ha ripercorso motivi e ragioni della sua iniziativa partendo dalla necessità di contrastare una serie di notizie false – piccolo opificio di falsità, le ha definite - che si stavano diffondendo in città su una presunta chiusura del pronto soccorso del Policlinico e un suo progressivo depotenziamento.
“Nella mia ormai nota intervista alla Gazzetta di Modena del 14 ottobre, ho descritto un potenziale futuro della sanità modenese. Sottolineo: potenziale – ha esordito il sindaco - Ho rappresentato pubblicamente una visione di respiro strategico, maturata nell'ambito del confronto istituzionale avviato da tempo nella Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, con la Regione, le Aziende sanitarie e l'Università. Non ho annunciato una decisione già assunta, perché le decisioni dovranno essere adottate dagli organismi competenti, a partire dalla Regione Emilia-Romagna”.
“Non esiste un progetto esecutivo approvato per la realizzazione di un nuovo Policlinico a Baggiovara. Non esiste una decisione definitiva sulla distribuzione delle funzioni ospedaliere. Esiste un'ipotesi sulla quale stiamo lavorando e che, proprio perché riguarda il futuro di tutti, dovrà essere oggetto di una grande discussione pubblica, con il pieno coinvolgimento dei professionisti sanitari e delle loro rappresentanze sindacali, delle organizzazioni sindacali confederali, delle forze sociali, del Terzo settore, delle associazioni di volontariato e dei cittadini ma, per favore, da fare con serietà e con rigore scientifico. Ritengo che questo sia precisamente il compito della politica: non limitarsi ad amministrare ciò che esiste, ma avere la capacità di proporre, di indicare una prospettiva e di assumersi la responsabilità di aprire una discussione”.
Il sindaco, nel ribadire anche che quella di 550 milioni per la realizzazione del polo ospedaliero dedicata all'alta complessità a Baggiovara è una stima di cui si è fatta menzione in CTSS, ha confermato che questa discussione parte dalle linee strategiche e d'indirizzo approvate all'unanimità dai sindaci della conferenza lo scorso febbraio e oggetto anche di una comunicazione pubblica.
“A Modena non sparirà il Policlinico e non chiuderà il pronto soccorso di via del Pozzo perché la prospettiva è quella di avere due sedi ospedaliere complementari, entrambe importanti e necessarie, con funzioni differenziate per vocazione ma appartenenti a un'unica rete sanitaria”.
Il sindaco ha anche approfondito i reparti di cui sarebbe dotato l'ospedale di via del Pozzo: oltre al pronto soccorso aperto h24, ha aggiunto, a titolo d'esempio, i reparti medicina interna, geriatria, chirurgia generale e programmata, day surgery, ambulatori specialistici, diagnostica, attività oncologiche attività oncologiche compatibili con il livello assistenziale, riabilitazione, post-acuzie e naturalmente il polo Materno-Infantile, con tutti i necessari collegamenti e supporti clinici. Nonché tutte le ulteriori funzioni che, nel corso del percorso di riordino e della successiva progettazione clinico-organizzativa, si riterrà necessario o opportuno mantenere e sviluppare, nel rispetto degli standard di sicurezza e di qualità delle cure. Si tratta di un'organizzazione che risponde alla bassa e media complessità che rappresenta l'80% della domanda ospedaliera.
Dato che si parla di un potenziale futuro della sanità modenese e non di un assetto già deciso “non esistono in questo momento atti formali né della Regione né delle Aziende Sanitarie ma di una prospettiva strategica sulla quale sono state avviate interlocuzioni con il presidente della Regione, l'assessore regionale alla Sanità, le direzioni generali delle Aziende sanitarie e l'Università di Modena e Reggio Emilia, a partire dalla Rettrice fino ad arrivare ai suoi professionisti”.
In questa ottica è indispensabile definire un nuovo Piano Attuativo Locale (PAL) considerando che l'attuale risale al 2011- 2013 e in questi tredici anni sono profondamente cambiati i bisogni di salute, l'età media della popolazione e le possibilità di cura. Il riordino ospedaliero, ha ripetuto Mezzetti, si colloca in un piano più ampio che vede impegnati 35 gruppi di lavoro formati da professionisti e amministratori locali che si sono incontrati più volte in questi mesi. Il 9 luglio, nei locali della Camera di Commercio, si è inoltre svolta una mattinata che ha visto la partecipazione di 300 professionisti della sanità con il presidente della Regione De Pascale, l'assessore alla Sanità Fabi, la rettrice Cucchiara, il presidente della Provincia Fabio Braglia e i due Direttori Generali Altini e Baldino.
Il sindaco, nel confermare gli investimenti già annunciati per il Policlinico, si è soffermato anche sulle condizioni attuali e sui limiti strutturali dell'edificio che, pur ristrutturato (operazione stimata in 320 milioni di euro), non riuscirebbe ad evere elevate prestazioni in particolare dal punto di vista dell'efficientamento energetico: “Lo dico subito e con estrema chiarezza: la condizione di tutto questo ragionamento si regge sulla garanzia che si parli di uno sforzo straordinario che garantisca sull’operazione finanziamenti aggiuntivi a quelli già definiti e destinati sull’intero territorio provinciale. Mi sono solennemente impegnato davanti ai sindaci dell’Ufficio di Presidenza della CTSS e ai Direttori generali delle nostre Aziende che qualora si dovesse tornare indietro da questa condizione e il progetto comportasse una sottrazione di risorse al territorio sarò il primo a fermare il processo. Modena è il cuore di un sistema territoriale che vive se vivono tutti gli arti periferici, e viceversa. Infatti tutto nasce dall’idea di portare a razionalizzazione il sistema cittadino per recuperare risorse correnti che possono essere rimesse a disposizione dell’intera rete territoriale e garantirne l’efficienza”.
Proprio per questo il pronto soccorso Mezzetti ha ricordato il resto dell'attività sulla quale sono impegnati i gruppi di lavoro e che si basa sulle linee strategiche già richiamate e approvate lo scorso febbraio: riordino della rete dell’offerta ospedaliera e revisione dell’area chirurgica; riorganizzazione del sistema dell’emergenza e dell’urgenza; rafforzamento e riordino dell’assistenza territoriale; miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva; analisi dei carichi di lavoro e degli schieramenti professionali.
Il sindaco ha infine parlato di viabilità e accessibilità a Baggiovara come questione estremamente rilevante che andrà affrontata fin da subito nella progettazione e del coinvolgimento del Consiglio Comunale che non è stato superato da un'intervista che ha reso pubblica una proposta: “Non considero la trasparenza un problema. La considero un valore. D'altra parte, rendere pubblica una proposta significa anche consentire ai consiglieri comunali di conoscerla, discuterla e criticarla. Questa interrogazione, del resto, ne è una dimostrazione concreta”.
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