San Luca patrono dei medici, Messa a Camurana celebrata dall’arcivescovo Castellucci
MEDOLLA - Domenica 18 ottobre, il Circolo Medico "M. Merighi" e la Sezione AMMI Mirandola hanno inaugurato il nuovo anno sociale 2026-2027. La S. Messa è stata celebrata da don Erio Castellucci e don Emilio Bernardoni, con una numerosa presenza di fedeli, nell'accogliente e rinnovato cortile della Parrocchia di Camurana, dedicata a San Luca. L'apertura del nuovo anno sociale è poi continuata presso la Sala Conferenze de l'Hotel "La Cantina" di Medolla, dove don Erio Castellucci, arcivescovo di Modena Nonantola-Vescovo di Carpi, ha tenuto una Lectio dal titolo "Lebbrosi di ieri e di oggi. Che cosa farebbe oggi S.Francesco?"
Di seguito alcune pennellate della lectio: "Don Erio parlando del testamento del Santo di Assisi, ricorda che poteva citare l'incontro con il Sultano, impensabile a quei tempi, oppure ricordare i 5000 frati che già lo seguivano, oppure le stigmate che aveva, invece cita, nel suo testamento, l'incontro con i lebbrosi che gli ha cambiato la vita. Davanti ai lebbrosi si fuggiva perchè creavano repulsione; essere affetti dalla lebbra era considerata una punizione divina, dovevi espiare un peccato. Francesco che conosceva tre lingue cosa fa? Abbraccia i lebbrosi, cioè rompe il tabù. Fare misericordia "con" qualcuno, non "a" qualcuno, la condivisione delle ferite avviene dal basso, rasoterra, cioè allo stesso livello, come nell'immagine di San Francesco ed il lebbroso, presente nell'invito del Circolo Medico. Oggi, ha continuato don Erio davanti ad una platea attenta e partecipe, cosa farebbe S.Francesco? Con ogni probabilità romperebbe il tabù della solitudine, l'isolamento sociale, nuova lebbra del nostro mondo. Pe rompere la lebbra della solitudine, Francesco manderebbe i suoi frati a bussare nella case per dire: qui qualcuno Ti ascolta. Don Erio hai poi concluso la Sua lectio suscitando un applauso intenso e prolungato della platea, ricordando che nell'anima delle persone vi è il desiderio del bene, la rete di fraternità è molto più forte dell'odio".
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