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Scuola, al Barozzi ancora tutto fermo tra didattica a distanza e polemiche

MODENA – Ancora nessuna risposta per gli studenti dell’istituto tecnico economico Barozzi di Modena che, da tre settimane, sono costretti a frequentare buona parte delle lezioni tramite didattica a distanza. Un bel problema per gli oltre mille studenti  di tutta la provincia che da mesi attendono di tornare tra i banchi di scuola. Una preoccupazione condivisa con le loro famiglie: proprio una delle mamme ci ha contattato sperando di avere, tramite la stampa, quelle risposte che non aveva da giorni e giorni. A noi non è andata meglio: abbiamo trovato muro di gomma davanti alle nostre richieste di chiarimento e di intervista. La scuola non ci ha mai risposto.
Eppure quel che tutti vogliamo sapere è semplice, una risposta in nome della trasparenza andrebbe data.

A ottobre inoltrato, invece, si sa solo che come annunciato a settembre, gli unici studenti a cui al momento è stato concesso di rientrare a scuola normalmente sono quelli iscritti al primo anno, circa 300 ragazzi e ragazze.

Fino a venerdì scorso le altre classi dovevano ancora seguire le lezioni a distanza per 4 o 5 giorni alla settimana anche se, a partire dal 5 ottobre, le lezioni in presenza aumenteranno gradualmente per tutti con la possibilità di andare a scuola 4 giorni su 6. Purtroppo, i disagi continueranno e, nella maggioranza delle classi, 7 studenti diversi alla settimana saranno costretti a frequentare tutti i giorni da casa.

Questo problema sarebbe causato proprio dalla mancanza dello spazio utile a garantire il distanziamento sociale. Infatti, su indicazioni della Provincia, cinque aule del Barozzi sono state assegnate al Liceo Muratori. 10 aule della succursale sono invece state assegnate al Fermi. Al Barozzi spettano in risarcimento 10 aule dell’ex mensa CIR, insufficienti per il numero degli studenti e per garantire lezioni in sicurezza.

Il 3 settembre nel gruppo Facebook “Giù le mani dal Barozzi” gli studenti scrivevano:

“Il 16 luglio la nostra Dirigente Scolastica ha brutalmente appreso da una comunicazione inviata dalla provincia di Modena che alcuni locali (il laboratorio di Chimica, il laboratorio linguistico, 3 aule e 2 bagni) dell’ITES Jacopo Barozzi di Modena saranno ceduti al Liceo Muratori, comunicazione che non è stata preceduta da alcun colloquio (…). Durante il Consiglio di Istituto aperto a tutti, convocato per il 31 luglio 2020 per discutere di questa assurda decisione, abbiamo appreso da un comunicato stampa della Provincia che la decisione è stata presa. Tutto questo senza mai confrontarsi con noi studenti, con i docenti e soprattutto con la nostra Dirigente”.

Per questa ragione il 14 e il 15 settembre insegnanti, genitori e alunni riuniti nel gruppo hanno dato vita a una catena umana di protesta davanti all’istituto chiedendo spiegazioni e maggiore considerazione da parte della Provincia che in un comunicato ha affermato:

“I metri quadrati a disposizione per studente sono 4,6 al Barozzi (con 1.272 iscritti), contro per esempio i 3,9 al Muratori San Carlo (1.380 iscritti su tre sedi) e Fermi (1146 iscritti) e i 3 del Selmi (913 iscritti). Proprio la relativa disponibilità di spazi al Barozzi ha consentito il passaggio di quattro aule al Muratori San Carlo per risolvere, almeno in parte, i problemi del liceo, quest’anno in emergenza a causa dell’elevato numero di aule di dimensioni insufficienti nell’edificio di via Cittadella; il liceo ricorre alla didattica a distanza a rotazione per tutti gli studenti dalla seconda classe alla quarta, come avviene in diversi istituti superiori modenesi per rispettare le regole sul distanziamento”.

La risposta ha lasciato ben poche speranze all’istituto a cui la Provincia non sembra intenzionata a fornire ulteriori aule.

Oggi Lorenzo Luchena, il rappresentante di istituto degli studenti, ci ha segnalato che dalla Provincia non ci sono stati ulteriori aggiornamenti e che le aule oggetto di contesa non sono ancora passate agli altri istituti. Il grande numero di ore effettuate con la didattica a distanza è stato causato perlopiù dall’organizzazione delle classi e degli orari delle lezioni. Per questo si prevede, finché le aule non passeranno agli altri istituti, un incremento della frequenza e delle lezioni in presenza.

Bilancio della vicenda (definita caso Barozzi dalla “stampa locale”) a due mesi dall’inizio.Questo è il mio ultimo post…

Pubblicato da Giù le mani dal Barozzi su Martedì 15 settembre 2020

 

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