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23 Settembre 2021

Chiude il Punto nascita di Mirandola non per Covid, ma per riorganizzazione. E riapre il 7 gennaio

Non c’è un focolaio di Covid all’ospedale di Mirandola, non è una chiusura definitiva come tanti temono da tempo, e le donne che devono partorire non sbaglino indirizzo: sotto le feste devono andare a Carpi o a Modena.

Sono queste le informazioni essenziale da sapere dopo la notizia diffusa venerdì nel tardo pomeriggio: la sospensione delle attività del Punto nascita non è dovuta alla presenza di Coronavirus in sala parto o microrganismi letali trovati negli ambulatori di ginecologia. Sono stati rilevati, sì, casi di Coronavirus, ma non in numeri tale da imporre una chiusura. La scelta di sospendere il punto nascita dipende piuttosto da una necessità organizzativa legata alla situazione generale.

In ospedale ci si può andare, al pronto soccorso si può andare, le visite si possono fare. Allora cosa è successo?  

Nella sanità tutte le unità operative sono in crisi, siamo stanchi, molti tirati, ci ammaliamo anche noi e non abbiamo indici di sostituzioni tali da garantire sempre tutti i servizi – spiega Maria Cristina Galassi, direttrice del Dipartimento Materno-Infantile – e dove non c’è un’articolazione di operatori adeguatamente sicura per assicurare tutti gli interventi nella loro complessità, bisogna rivedere l’assetto assistenziale, rimodulare le attività e cambiare il servizio per adeguare gli interventi a quella determinata situazione e creare attività assistenziale in sicurezza in altre strutture. In un punto nascita così piccolo bastano pochi cambiamenti per alterare molto”

Quindi i cittadini non devono avere paura di venire in ospedale?

Non c’è un focolaio di Coronavirus, non devono avere paura, gli infetti stanno a casa, possono venire. Possiamo fare in sicurezza tutta una serie di attività. Altrimenti ci sarebbe tabula rasa“.

Insomma, si sospende il Punto nascita per concentrare le forze altrove in provincia. Ma perché proprio Mirandola? Non è che con la scusa del Covid si chiude definitivamente come è nelle preoccupazioni dei cittadini da tempo?

La recente nomina del primariato per l’Ostetricia e la Ginecologia, che prima era diviso con Carpi, è un messaggio forte per dire che è sull’Unità Operativa del Santa Maria Bianca abbiamo investito e continueremo a farlo. E il Covid c’era già a marzo, se c’era intenzione di chiudere, lo avremmo fatto allora.
Per questa sospensione diamo anche una data e un’ora di scadenza, se non fosse così non ci saremmo spinto a tanto, e non avremmo dato una Direzione di struttura complessa che mancava dal 2014. E’ un messaggio che deve confortare, in primis gli operatori. Ora c’è un gruppo di ostetriche finalmente stabilizzato e rinvigorito, non vorrei che passassero concetti diversi.
Inoltre, alle donne che partoriranno a metà gennaio, oggi e nei prossimi giorni apriremo la cartella proprio perché siamo certi che l’attività riprenderà a pieno ritmo“.

Cosa devono sapere le donne incinta o che hanno emergenze ginecologiche?

Le gravide che hanno aperto le cartelle per l’espletamento del parto al punto nascita di Mirandola sono state tutte già contattate per spiegare loro la temporanea situazione e la possibilità di svolgere travaglio e parto presso un’altra unità operativa. Si crea quindi un collegamento funzionale con i punti nascita scelti dalla donna, Modena o Carpi di solito. Le ostetriche di Mirandola hanno creato spazi con le ostetriche di Carpi e Policlinico affinché queste donne vengano seguite e verranno invitate a fare i controlli e portate in visita nelle sala parto per familiarizzare con gli ambienti.
Per le donne che partoriranno dopo il 7 gennaio e che devono passare dal Consultorio per aprire la cartella, possono normalmente farlo a Mirandola, perché dopo il 7 gennaio l’attività verrà ripresa a tutti gli effetti.
Inoltre, a Mirandola un medico e due ostetriche rimangono in reparto per garantire assistenza dalle 8 alle 20, come viene fatto a Pavullo. E’ la funzione assistenza al parto che si ferma, è la sala parto che è chiusa. Il medico durante il giorno c’è per l’ambulatorio e per le urgenze, come le minacce di aborto o le vaginiti non in gravidanza. Se necessario si viene trasferite. 
Ma di notte tutte, e anche di giorno se una donna ha le contrazioni, non deve per sbaglio andare in ospedale a Mirandola perché anche se trovo medico o ostetrica, è lo stesso modello di Pavullo, è ambulatoriale: non si partorisce qui. E’ bene andare direttamente a Carpi per evitare giri inutili. E’ importante che le donne si rivolgano direttamente all’ospedale scelto, se non se la sentono di mettersi in macchina, chiamino il 118“.

 

 

 

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