Per l’ospedale di Mirandola in dono 4 letti per terapia subintensiva
L’Associazione LA NOSTRA MIRANDOLA ha donato, a metà novembre, al Reparto di lungodegenza post acuzie dell’ospedale di Mirandola, 4 letti per terapia subintensiva. Molto moderni, migliorano notevolmente sia il confort e la sicurezza dei degenti, sia il lavoro degli infermieri per la loro mobilizzazione.
La tipologia dei ricoverati dell’unità operativa postacuzie è molto varia e va dal ricovero per scompenso cardiaco a esiti da ictus, da pluripatologie varie a tutto ciò che riguarda la riabilitazione (frattura di femore, ecc.. ) .Quando il paziente è abbastanza anziano richiede un'assistenza molto attenta, e la donazione dei 4 letti di subintensiva è risultata preziosa.
Questi letti, in caso di necessità causata dall’emergenza Covid, possono essere utilizzati specificatamente per la terapia subintensiva. Si legge in una nota dell'associazione:
La presidente dell’associazione prof.ssa Nicoletta Vecchi Arbizzi è la persona che da quasi 20 anni raccoglie fondi per migliorare e potenziare l’Ospedale di Mirandola e lei stessa desidera ringraziare tutte le aziende e i privati cittadini che la aiutano concretamente per l’acquisto di attrezzature che sono di grande aiuto per le persone ammalate che hanno bisogno di essere assistite.
Nicoletta riesce a coinvolgere come un abbraccio corale tante aziende, privati cittadini e scolaresche che da anni si dimostrano sempre disponibili ad aiutare l’associazione per le donazioni al nostro nosocomio.
La Nostra Mirandola è da sempre molto attenta alle esigenze della comunità mirandolese , che diventerà sempre più anziana, e al reparto di lungodegenza ha già donato negli anni precedenti 16 letti elettrici a tre snodi con telecomando, così a tutt’oggi sono 20 i letti donati al reparto per 10 camere complete su un totale di 12 camere del reparto. L’acquisto dei letti è stato sempre sostenuto quasi interamente dalle offerte dei calendari sulla storia di Mirandola, che l’associazione stampa da diversi anni.
Alla domanda: “Prof.ssa ,mi spieghi, quasi 20 anni dedicati al miglioramento e potenziamento del Santa Maria Bianca, cosa hanno rappresentato per lei? ”Un impegno morale e materiale, cominciato nel 2001 con la donazione della prima Tac, nel 2009 con la donazione della seconda Tac. In pratica l’azienda sono 20 anni che non compera una Tac per il Santa Maria Bianca. L’impegno .continua tuttora perché ritengo da sempre che l’Ospedale di Mirandola sia "un grande e prezioso valore" per salvaguardare la salute dei cittadini dell’Area Nord. Non possiamo rinunciare per nessun motivo al Santa Maria Bianca e tutta la popolazione ne deve essere consapevole, SOSTENENDOLO con tutte le proprie forze.
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