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24 Luglio 2026
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Torna la grande arte a Mirandola, sulle tracce di Dante. E un appello ai vandali: “Fate danno anzitutto a voi stessi”

MIRANDOLA - L'anno scorso, per la prima edizione, lle pagine dei giornali vennero occupate da un episodio disdicevole. Una delle opere esposte venne vandalizzata e distrutta.  Quest'anno, si è corsi ai ripari, con l'intensificazione della sorveglianza notturna, la riduzione del tempo di esposizione, e un pubblico appello dalla Giunta che governa Mirandola." Ci vuole senso civico, ci affidiamo alla buona educazione delle famiglie e dei cittadini", spiega l'assessora Marina Marchi, Ci va giù più duro l'assessore Fabrizio Gandolfi: "Fate danno anzitutto a voi stessi", dice rivolgendosi direttamente ai vandali "Danneggiate il futuro, volete una città dormitorio senza iniziative. Non è quello che vogliamo invece tutti". Confidando quindi che non si ripetano gli incresciosi episodi dello scorso anno, il progetto “Mirandola, galleria a cielo aperto” giunge alla sua seconda edizione e quest’anno, per rendere omaggio ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, avrà come titolo “A riveder le stelle”, prevedendo la presentazione di tre opere localizzate in altrettante diverse aree urbane della Città. Ci sono evidentemente molti modi per celebrare il Sommo Poeta, in questo 2021, saturo di eventi in sua memoria, in parte purtroppo ricondizionati dalle limitazioni dovute alla pandemia che da più di un anno ostacola pesantemente la vita comune, determinando forse cambiamenti sociali a lungo termine su cui possiamo fare solo ipotesi.   Questa esposizione di arte pubblica, curata da due docenti dell’Unibo, Luca Ciancabilla e Gian Luca Tusini (entrambi afferenti al Dipartimento di Beni Culturali dell’Alma Mater), vorrebbe avere un briciolo di originalità, di autenticità misurata proprio sul suo svolgersi, pour cause, in quella Mirandola, che con fatica e determinazione sta risorgendo dalle devastazioni fisiche e morali del sisma del 2012.
Qualcuno ricorderà che Dante stesso, nel Convivio indica, tra le quattro vie possibili alla interpretazione delle Scritture e poi della Divina Commedia, una via allegorica, dunque volta a nascondere il vero concetto sotto “il manto delle favole”, e una via morale il cui senso che i lettori devono andare a cercare con attenzione per imparare una regola di comportamento. Tutto questo per dire che le tre installazioni liberamente ispirate a luoghi della Divina Commedia ci parlano sì del poema, ma vogliono riferirsi, in modo neppure tanto cifrato, ai quasi dieci anni di storia mirandolese segnata dallo stigma doloroso di quell’evento sismico, divenendo pure una esortazione morale a non darsi mai per vinti, a ricostruire non solo una città, ma anche una nuova solidarietà nella vita comune.   Le opere La prima opera si concentra sulla principale piazza cittadina - piazza Costituente - a partire dalle impalcature che ricoprono il Palazzo Municipale; la seconda costituisce il nucleo centrale del progetto di rigenerazione urbana, coinvolgendo le vie adiacenti al cinquecentesco Palazzo Municipale, molto colpite dal sisma 2012, via Curtatone e via Castelfidardo, dove i negozi sono sfitti, e l’area, un tempo brulicante di vita e di attività, oggi è completamente deserta, vuota e silenziosa; la terza sarà allestita sulla piazza del Duomo di Santa Maria Maggiore, riaperto nel settembre 2019, primo monumento completamente e pienamente ristrutturato di Mirandola.   La linea sottile che accompagna le tre stazioni di questo percorso si sostanziano di fatto lungo una traiettoria temporale, tra passato, presente e futuro, unitamente all’idea che si possa ipotizzare una sorta di “viaggio” lungo un itinerario di rinascita e di rigenerazione, passando da una fase di distruzione post sisma (inferno) a quella della ricostruzione (purgatorio), infine all’ultima di rigenerazione e riqualificazione (paradiso), per una Città ravvivata, consapevole della sua identità storica e pronta ad affrontare le sfide del futuro. Si è pensato di associare questo tragitto, insieme metaforico e reale, al celeberrimo cammino dantesco, nell’anno dell’anniversario, ravvisando un’effettiva sorta di analogia tra la peregrinazione della Commedia di Dante, dall’Inferno al Paradiso, passando per la transizione del Purgatorio, e le recenti vicende che hanno coinvolto Mirandola nel suo processo di ricostituzione e rinnovamento dopo il doloroso evento sismico.   La partenza di questo percorso – Inferno - è individuata nella storica via Castelfidardo, dove una selva oscura accoglierà il visitatore. La selva è realizzata dall’architetto e disegner bolognese Filena Di Tommaso, fondatrice di Pervincastudio Verrà creato un bosco diffuso, generando una selva oscura, teatro dello smarrimento di Dante, ma anche della Città dopo gli effetti del sisma, con materiali naturali o riciclati. Un percorso condiviso, molto originale e immersivo, che vuole toccare le emozioni e i sensi dei cittadini mirandolesi e di tutti quei visitatori che vorranno spingersi fra i negozi e le abitazioni di una via da troppi anni congelata nel tempo, sospesa in un Purgatorio che è l’ora di lasciarsi alle spalle. Da qui, chiunque intenda addentrarsi in questo viaggio, potrà dirigersi verso le impalcature del municipio, verso la facciata o sul lato est e pure in un negozio di via Curtatone, dove verranno esposte le tre installazioni artistiche di grandi dimensioni di Schifio, un alter ego di Lucifero, uscito dalla creatività degli artisti Cuoghi Corsello e realizzati con specchi giganteschi, lavorati dalla vetreria Paltrinieri di Mirandola. È il verso 139 del canto XXXIV dell’Inferno ed è quello che conclude la suddetta cantica. Siamo nel nono girone, quello dei traditori, dove appare a Dante e a Virgilio la gigantesca figura di Lucifero, re dell’Inferno, che emerge dal ghiaccio in cui è conficcato dal petto in su. Proprio Lucifero ha ispirato i nostri artisti bolognesi, in una creazione moderna e grottesca, che dall’alto delle impalcature o illuminata all’interno di una vetrina di via Curtatone costituisce un monito per i viandanti. Con il passaggio dall’Inferno al Purgatorio, il viaggio iniziatico si dirige verso la redenzione e la rigenerazione, che abbiamo, non a caso, individuato nel fulcro nel Duomo di Mirandola, unica opera ripristinata e aperta al pubblico soltanto un paio di anni fa, sette anni dopo il sisma. In questa ultima fase di itinerario artistico, letterario ed urbanistico la ricostruzione ci concede la sensazione di un raggiunto Paradiso, stimolo per il completamento di un’opera di rigenerazione totale. Il percorso dantesco, pur ridotto ai minimi termini è un faticoso cammino che la comunità mirandolana percorre da quasi un decennio, entro la selva oscura del lutto, delle calamità, dell’ impotenza, della resa fino a quel demone sotterraneo. Questa selva, qui restituita in modo praticabile da tutti, addirittura piacevole, ci ricorda il lungo cammino di questi dieci anni. Ma quel percorso di lutti porterà finalmente al Duomo – Paradiso - uno dei luoghi più cari ai mirandolesi, monumento identitario e fortemente simbolico perché restituito alla comunità dopo un lungo restauro, animato da videoproiezioni, da cui si cominciano veramente ad intravvedere le stelle. La realizzazione di questa installazione, a simboleggiare il passaggio finale dal Purgatorio al Paradiso, è stata affidata al noto collettivo livornese di videodesign specializzato in scenografie virtuali e projection mapping per grandi event, PROFORMA (ergo Martino Chiti e Nicola Buttari). Come nel canto della rinascita (Purg.I), attraverso l’ingegno, si rifonda e si solidifica un passato perduto. L’ingegno qui è già un simbolo se si pensa a Pico della Mirandola, ma ora diventa un ingegno contemporaneo, realizzato attraverso le nuove tecnologie, affiancate all’impegno e la fatica umana per la reale ricostruzione di ciò che era andato distrutto. Una sinergia. La chiesa e la comunità risorge dai suoi eventi passati attraverso un percorso fatto di luci ed ombre, il passato incontra la tecnologia digitale per creare suggestioni e racconti della storia di un paese e di un dramma da cui si rinasce più forti. Il cammino che compie Dante nella Commedia, dall’Inferno verso la redenzione e Dio, viene rivisitato digitalmente, attraverso uno spettacolare videomapping sul Duomo e diventa metafora del percorso di rinascita di Mirandola e dei suoi simboli, umani e architetonici. “Mirandola, galleria a cielo aperto” mostra qui allo spettatore la luce, le famose stelle dantesche, riprendendo uno dei versi più noti dell’intera Commedia dantesca.   Il progetto prevede così nel suo complesso una stimolante passeggiata nel centro storico di Mirandola, rendendo il cittadino autentico fruitore dei colori, dei messaggi e delle sensazioni che le opere d’arte, i versi di Dante possono far scaturire. Le modalità di partecipazione dei cittadini è quella di poter fruire liberamente del percorso espositivo, per riappropriarsi degli spazi della città, lasciandosi completamente trasportare nel mondo dantesco. I proprietari dei negozi sono stati coinvolti così come le associazioni del territorio, da 46 vie e il Centro internazionale di Cultura Giovanni Pico della Mirandola, le aziende del territorio, da Acea alla vetreria Paltrinieri. Un percorso che punta ad incuriosire e attirare visitatori a Mirandola. A questa parte artistica si affiancheranno conferenze destinate alle scuole su temi danteschi nei mesi successivi.   Inaugurazione e durata mostra “Mirandola, galleria a cielo aperto”, edizione 2021 dal titolo “A riveder le stelle” si terrà nel centro storico di Mirandola dal 15 settembre al 10 ottobre. L’inaugurazione avverrà in concomitanza con il Memoria Festival, il giorno 1 ottobre alle ore 18,30 presso la Galleria del Popolo, alla presenza degli artisti, dei curatori e dell’assessore alla Cultura e Innovazione, Marina Marchi. Sarà possibile vedere le proiezioni artistiche sulla facciata del Duomo il 9 e il 10 ottobre dalle ore 21 in poi.

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