Profughi ucraini: 5 alloggi a Novi, Rovereto e Fossa di Cocordia pronti ad accoglierli
NOVI- La cooperativa Unicapi di Modena ha messo a disposizione di Porta Aperta sette alloggi per profughi ucraini. Due appartamenti, già arredati, si trovano a Modena; gli altri sono a Fossa di Concordia (tre), Novi di Modena (uno) e Rovereto di Novi (uno).
Mercoledì 20 aprile è stato consegnato il primo alloggio a tre nuclei familiari ucraini (una donna sola, una con un figlio di 17 anni e una con due bambini di 13 e 4 anni), individuati dalla prefettura. L’alloggio si trova in via Tignale del Garda 61, a Modena, e ha una superficie di 85 metri quadri. Fino a poche settimane fa era utilizzato per un progetto di coabitazione tra anziani non autosufficienti con demenze o deficit cognitivi e assistenti familiari.
"L’ospitalità offerta a queste due famiglie in fuga dalla guerra - dichiara Loris Bertacchini, presidente di Unicapi, la principale cooperativa modenese di abitazione a proprietà indivisa (seconda in regione) - è un esempio concreto di accoglienza e solidarietà. Due valori che, da quando è nata (1971), la nostra cooperativa ha sempre cercato di esprimere esercitando il suo ruolo primario nell’edilizia residenziale sociale a Modena e provincia".
Le due famiglie resteranno nell’appartamento fino al 31 dicembre 2022, ma non è escluso un prolungamento dell’accoglienza. Porta Aperta, che nell’ambito di una convenzione con la prefettura di Modena si fa carico dell’affitto (322 euro al mese, il canone minimo per i soci Unicapi), offre anche sostegno alimentare quotidiano tramite l'emporio sociale Portobello e assistenza sanitaria di base tramite i medici volontari dell'ambulatorio. Inoltre si occupa del disbrigo delle pratiche burocratiche generali, dell'insegnamento della lingua italiana e fornisce supporto psicologico tramite personale qualificato.
"Per la nostra associazione la collaborazione con Unicapi è davvero molto importante - afferma il presidente di Porta Aperta Alberto Caldana - La messa a disposizione di questo spazio abitativo dimostra la grande sensibilità di questa cooperativa e speriamo possa essere la prima di altre esperienze di questo tipo con altre realtà che avranno voglia di collaborare con noi".
"Tutta la cooperazione si è mobilitata da subito per accogliere i profughi provenienti dall’Ucraina – sottolinea il presidente di Confcooperative Modena Carlo Piccinini - Le cooperative sociali hanno predisposto i posti di emergenza, ma per reperire un sufficiente numero di alloggi e strutture in grado di ospitare le famiglie ucraine abbiamo attivato la rete di accoglienza già consolidata e che coinvolge le cooperative di altri settori (come l’abitazione), oltre a realtà del Terzo settore, Caritas, parrocchie e volontariato».
"L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ci ha sprofondati di nuovo nei sentimenti di orrore, preoccupazione e angoscia che avevamo provato durante le guerre nell’ex Jugoslavia – aggiunge Andrea Benini, presidente di Legacoop Estense – Le nostre cooperative si sono subito attivate per dimostrare la propria solidarietà e cura alle persone colpite da questo dramma. Chi aveva disponibilità ha offerto alloggi alle famiglie ucraine arrivate sui nostri territori, altri hanno messo a disposizione posti di lavoro. Tutte hanno aderito alle raccolte fondi promosse da Coop, Regione Emilia-Romagna e Legacoop nazionale».
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