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23 Ottobre 2026
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Il sisma 2012 tra emergenza e ricostruzione. Il ricordo dell’ex sindaco di San Felice Alberto Silvestri

SAN FELICE- Sono ormai trascorsi 10 anni da quei fatidici e tragici 20 e 29 maggio 2012, pochi attimi che hanno sconvolto le vite di molti: attimi a cui hanno fatto seguito migliaia di scosse che si sono susseguite nel tempo mantenendo in tutti noi lo sconforto e la paura. L'ex sindaco di San Felice Alberto Silvestri- primo cittadino dal 2009 al 2019 e presidente Ucman proprio dal marzo 2012- ha affidato ad una lettera aperta le sue riflessioni in occasione del Decennale del sisma: senza fare bilanci, ma con il proposito di ricordare alcune scelte strategiche per la gestione di ciò che avvenne subito dopo le scosse. "Prima di iniziare voglio ricordare con commozione le 28 vittime, 3 delle quali a San Felice, e desidero ancora una volta esprimere il mio più sentito cordoglio alle famiglie; purtroppo, la perdita della vita è l’unica cosa a cui non è possibile porre rimedio. In premessa è altresì opportuno contestualizzare il momento socioeconomico che stavamo vivendo, eravamo in piena recessione, il governo Monti era da qualche mese subentrato al governo Berlusconi, con il compito principale di razionalizzare la spesa pubblica che rischiava di andare fuori controllo. I danni provocati dai due terremoti sono stati ingentissimi, 3 le regioni colpite: l'Emilia Romagna, la Lombardia e il Veneto. 59 comuni in Emilia, oltre 900mila le persone interessate di cui 45mila- pari a 19mila famiglie- hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, 16mila le persone direttamente assistite durante l’emergenza dei primi mesi, quasi 14mila gli edifici dichiarati inagibili pari a circa 33mila unità abitative. Sono state stimate in circa 13mila le attività produttive danneggiate, alcune delle quali importanti multinazionali del settore biomedicale. Oltre 40mila persone in cassa integrazione, poi quasi totalmente riassorbite nei successivi 18/24 mesi. In totale l’ammontare dei danni provocati dal sisma si aggirava tra i 13 e 14 miliardi di euro. Questo era il quadro tragico che ci siamo trovati, nostro malgrado, a fronteggiare. Tutti gli ambiti della nostra vita sono stati gravemente compromessi e si faceva veramente fatica anche solo ad immaginare da dove ricominciare a vivere. Come ho avuto occasione di ripetere più volte, il 20 maggio 2012 noi eravamo senza norme e senza risorse per fronteggiare l’emergenza e la ricostruzione. Pian piano, grazie alle scelte coraggiose e alle responsabilità che si sono assunti Franco Gabrielli e Vasco Errani abbiamo ricominciato a camminare e a intravedere il futuro. E se abbiamo fronteggiato l’emergenza, che ricordo è durata fino al tardo autunno 2012, è stata grazie alla presenza di una figura competente e determinata come quella di Franco Gabrielli. Altrettanto fondamentale per la ricostruzione è stata la figura di Vasco Errani, nominato nel frattempo commissario di Governo, anch’egli per la competenza e la determinazione dimostrata. Più volte si è detto che il terremoto del 2012 aveva colpito una delle aree più produttive d’Italia dove si produceva il 2% del PIL nazionale".

Le scelte strategiche per la ricostruzione

"Bisognava quindi agire in fretta, bisognava impostare “l’Impianto della ricostruzione” come lo chiamava Errani, secondo criteri di legalità, trasparenza ed equità. Senza tralasciare la tempestività l’efficacia e l’efficienza, facile da dire, forse un po’ meno da mettere in pratica. La strategia scelta per attuare il progetto di ricostruzione, cercando di restare quanto più possibile fedele ai principi sopra enunciati, ha fatto perno su alcune scelte che si sono rivelate vincenti. Pur essendo a capo di una delle regioni più efficienti del panorama nazionale, Errani ha pensato che non si poteva fare da soli e ha istituito un gruppo di figure tecniche altamente qualificate a livello nazionale che potessero impostare al meglio i vari aspetti della ricostruzione. Altra scelta fondamentale è stata l’istituzione del Comitato istituzionale al quale appartenevano i rappresentanti politici e tecnici della Regione, delle Province e i sindaci dei comuni dei territori colpiti: all’interno del quale sono state condivise tutte le scelte fatte in materia di ricostruzione. Con la consapevolezza di dover partire da zero, il gruppo tecnico scientifico ha iniziato a impostare il sistema delle ordinanze del commissario, per imbastire un sistema normativo che garantisse a tutti coloro che erano stati danneggiati di poter accedere al contributo, anche se nella prima fase c’era la difficoltà di reperire le risorse necessarie per ricostruire. Fu così che lo stesso gruppo fu incaricato di trovare un sistema di finanziamento che impattasse minimamente sul bilancio dello stato, fu quindi costruito il meccanismo dei 6 miliardi per ricostruire case e imprese, basato sul contributo a fondo perduto della Cassa depositi e prestiti, con la collaborazione del sistema bancario che a fronte dell’emissione del prestito maturava un credito d’imposta. Senza questo meccanismo non avremmo avuto le risorse per ricostruire case e imprese. Il Comitato istituzionale, al quale ho partecipato come sindaco, è stato lo strumento che ha consentito di coinvolgere i territori colpiti, responsabilizzandoli nelle scelte strategiche e rendendoli protagonisti nella gestione della ricostruzione. E credo sia stata una intuizione fondamentale che ha consentito al processo decisionale di rispondere prontamente alle istanze provenienti dai territori, adeguando per quanto possibile le norme alle esigenze concrete che man mano emergevano".

Le tre priorità del Comitato per la ricostruzione

"Scuola: scelta strategica per dare un importantissimo segnale di speranza alle giovani generazioni e per consentire a tutti gli studenti la regolare partenza dell’anno scolastico 2012/2013; si è ritenuto fondamentale predisporre un programma operativo per le scuole, per costruirne di nuove ed installare edifici scolastici provvisori, per consentire la riparazione di quelle recuperabili; Lavoro: mantenere il lavoro è stata una scommessa vinta per il futuro del territorio, la tenacia dimostrata dagli imprenditori e dai dipendenti che insieme hanno lavorato sotto le tensostrutture ad oltre 50 gradi di temperatura all’indomani del sisma per non perdere le commesse, è stato il primo segnale di quanto fosse importante il lavoro per le nostre comunità, allora come ora. La ricostruzione delle imprese che ha in pratica coinvolto tutti i settori dell’economia presenti sui nostri territori, è stata la grande opportunità che i vari imprenditori hanno saputo cogliere, con coraggio, per migliorare qualitativamente e quantitativamente la capacità produttiva delle aree colpite. Aumentando contestualmente anche il livello occupazionale. Casa: inutile dire che il recupero delle abitazioni era sicuramente prioritario per ridare tranquillità e sicurezza alle famiglie colpite. Contestualmente sono state attivate politiche di accompagnamento che consentissero ai nuclei famigliari colpiti di trovare soluzioni in affitto per il tempo necessario a recuperare le abitazioni colpite. Va detto che le modalità e le procedure di ricostruzione adottate sono state approntate con una particolare attenzione alla legalità e alla trasparenza, per contrastare sul nascere i tentativi di infiltrazioni malavitose, per consentire la tracciabilità ed evitare lo spreco di risorse garantendo la massima visibilità e trasparenza. Ricordo inoltre che ad agosto 2012 fu costituito il GIRER Gruppo Interforze Ricostruzione Emilia Romagna: con il compito di indagare per contrastare le infiltrazioni malavitose. Ancora oggi visitando il sito “openricostruzione” si può avere un quadro preciso di come sono state usate le risorse, donazioni e assicurazioni comprese, sia in termini generali che puntuali. La gestione puntuale delle donazioni e delle assicurazioni ha consentito una migliore ed equa distribuzione delle risorse secondo quel principio di equità, che si è tradotto in criteri basati sui danni effettivamente subiti dalle varie comunità. Criteri che sono stati condivisi e approvati dal Comitato istituzionale. Credo di poter affermare che grazie all’impostazione iniziale oggi possiamo contare su una elevatissima percentuale di ricostruzione, circa il 95%, la parte che più è in ritardo è quella che riguarda le opere pubbliche che sin dall’inizio abbiamo scelto di trattare in seconda battuta".

Grazie a tutti, e grazie San Felice

"C’è un’altra figura che vorrei ringraziare per il grande lavoro che ha svolto ed è Palma Costi: consigliera regionale al momento del sisma, poi presidentessa dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dal 2013 al 2014 e assessora alla ricostruzione, dal 2015 al 2019, della Giunta guidata da Stefano Bonaccini. Fin dai primi giorni Palma si è spesa instancabilmente per raccogliere le istanze dei territori, facendosene carico per cercare le migliori soluzioni. Da assessora ha poi continuato a gestire la ricostruzione con grande dedizione e impegno, in continuità con le scelte strategiche iniziali. Chiudo ringraziando tutti coloro che a vario titolo hanno avuto modo di occuparsi dell’emergenza e della ricostruzione, non è e non vuole essere un ringraziamento formale, ma un grazie che viene dal cuore e che vorrei esprimere personalmente a ciascuno. Ringrazio le istituzioni, i governi che nel tempo hanno adottato i provvedimenti necessari, i parlamentari dell’Emilia-Romagna con i quali abbiamo interagito più volte per predisporre i provvedimenti a noi necessari, la Regione Emilia-Romagna, le province dei territori colpiti. Ringrazio i miei colleghi e tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato ai tanti Comitati istituzionali, le strutture della ricostruzione, la protezione civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, i tantissimi volontari che fin da subito si sono resi disponibili per venire a darci una mano e regalarci un sorriso e una parola di conforto nei momenti più duri e difficilii. Tutti i donatori, le strutture comunali e dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord che hanno lavorato incessantemente per anni cercando di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini e tutti coloro che in qualche modo hanno avuto a che fare con la fase dell’emergenza e con la ricostruzione. Da ultimo vorrei ringraziare le comunità colpite e in particolare la mia comunità di San Felice, per aver dato prova di grande resilienza, perché se è vero che le istituzioni hanno lavorato incessantemente con competenza e professionalità per creare le migliori condizioni per ricostruire, è altrettanto vero che passata la comprensibile paura e lo sconforto dei primi momenti, con coraggio e rinnovata fiducia i cittadini di queste comunità hanno saputo affrontare e vincere la difficile sfida per ridare un futuro a questi territori. Grazie di cuore a tutti!".   LEGGI ANCHE

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