Il concordato biennale col Fisco, tutte le novità da conoscere
Il concordato biennale col Fisco
Nell’ambito della riforma fiscale e la lotta all’evasione, il Governo ha elaborato un provvedimento che introduce la possibilità di concordare anticipatamente l’entità delle imposte dovute da taluni contribuenti.
In estrema sintesi, l’Agenzia delle Entrate proporrà al contribuente dotato di partita IVA il reddito dell’anno in corso e di quello successivo. Ciascuno dovrà quindi valutare la convenienza della proposta in base agli sviluppi della propria attività.
Chi accetterà la proposta otterrà i vantaggi dei contribuenti più “affidabili” ossia: l’esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici e dalla determinazione sintetica del reddito, la decadenza abbreviata degli accertamenti, l’esonero dal visto di conformità per le compensazioni e i rimborsi fino a 50mila euro nell’Iva e fino a 20mila euro nelle imposte dirette.
Lo svantaggio è costituito dal rischio di non raggiungere il reddito concordato e quindi di dover comunque versare le imposte pattuite, senza poterle ridurre, se non in casi eccezionali.
Il concordato biennale non ha effetto sull’IVA che continuerà a essere applicata seguendo le regole ordinarie.
L’intesa biennale sarà indirizzata ai “contribuenti di minori dimensioni titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo” che saranno individuati da un prossimo decreto ministeriale il quale determinerà anche le modalità operative del concordato.
A cura del dott. Alessandro Bergonzini, Commercialista e Revisore Legale, residente a Camposanto
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