Nei Carabinieri entra il servizio il robot-cane
Lo hanno chiamato “Saetta” ed è un cane robot. Ovvero un automa in grado di muoversi anche su terreni impervi, salire e scendere rampe di scale ed aprire autonomamente porte: il cane robot entra a far parte della famiglia dell’Arma, per ora a Roma, con molteplici obiettivi, tra cui quello di operare nelle attività di ricognizione più rischiose o per compiti antisabotaggio. Equipaggiato con avanzatissimi sistemi tecnologici, può rilevare le più fievoli tracce di esplosivo o di agenti chimici e radiologici.
Tanti gli scenari d’impiego. Non ultimo, per la messa in sicurezza delle aree cittadine in presenza di petardi inesplosi di particolare pericolosità.
"Alta tecnologia per la sicurezza della collettività", spiegano dai Carabinieri.
Questo cane robot non è armato, come invece quelli che nella serie Netflix Black Mirror davano al caccia agli esseri umani: "Saetta" è decisamente meno pericoloso.
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