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02 Novembre 2026
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Radioterapia confermata a Carpi, sarà presente anche nel nuovo ospedale

CARPI - La Radioterapia resterà a Carpi e troverà spazio anche nel nuovo ospedale, basandosi sul modello già esistente con l'equipe unica interaziendale. L’Ufficio di Presidenza della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della provincia di Modena ha approvato all’unanimità la proposta avanzata dalle Direzioni generali dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, confermando il presidio radioterapico carpigiano all’interno della futura organizzazione della rete sanitaria provinciale. La decisione rafforza l’integrazione sanitaria tra Carpi e Mirandola, riconoscendo e valorizzando la solida rete oncologica costruita nel territorio grazie all’integrazione tra équipe sanitarie, strutture ospedaliere, servizi territoriali e terzo settore. Un patrimonio di competenze, relazioni e sostegno alle persone cresciuto negli anni anche grazie al contributo di AMO – Associazione Malati Oncologici, al fianco dell’ospedale, dei pazienti e delle loro famiglie. La conferma della Radioterapia è anche il risultato dell’intesa tra i Distretti di Carpi e Mirandola e della volontà condivisa di rendere i due ospedali sempre più complementari. Una visione che non mette le strutture in competizione, ma le unisce in una filiera territoriale forte, nella quale servizi, professionalità e percorsi assistenziali si integrano a beneficio dell’intera Area Nord. La rete oncologica rappresenta una delle espressioni più significative di questo modello. L’équipe oncologica e la Breast Unit di Carpi, lo sviluppo di un “Percorso donna” incentrato sull’ospedale di Mirandola, la Radioterapia carpigiana e il nuovo Hospice di San Possidonio concorreranno a costruire un sistema organico di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza. Una rete capace di accompagnare la persona nelle diverse fasi della malattia, garantendo continuità, qualità e vicinanza.

La decisione si colloca nel più ampio ripensamento della rete ospedaliera provinciale, che sta incidendo anche sulla progettazione del nuovo ospedale di Carpi. Nato inizialmente come struttura destinata alla sostituzione dell’attuale Ramazzini, il nuovo ospedale viene oggi ripensato alla luce della riorganizzazione complessiva del sistema sanitario modenese e della crescente complementarietà con Mirandola. L’obiettivo non è riprodurre semplicemente l’assetto esistente, ma definire le vocazioni dei diversi presidi e integrare funzioni, competenze e percorsi su scala provinciale. In questa prospettiva si inseriscono la realizzazione di un Laboratorio Analisi unico per il sistema provinciale e la riorganizzazione dell’Unità Farmaci Antiblastici, che sarà trasferita a Baggiovara per operare a servizio dell’intera rete. Scelte orientate a una maggiore specializzazione e all’ottimizzazione delle risorse, che libereranno nel nuovo ospedale di Carpi spazi e capacità da destinare
ad attività ad alto valore clinico. È all’interno di questo disegno che la conferma e la qualificazione della Radioterapia assumono un significato ancora più rilevante: non la semplice conservazione di una funzione esistente, ma una scelta coerente con la vocazione oncologica del presidio e con il futuro assetto sanitario dell’Area Nord.

La decisione è il risultato di un approfondito lavoro condotto da un gruppo multidisciplinare, incaricato di valutare i possibili scenari organizzativi per il futuro della Radioterapia. L’analisi ha messo a confronto il mantenimento dell’attuale modello – con quattro acceleratori lineari al Policlinico di Modena e uno a Carpi – e l’ipotesi di una completa centralizzazione delle attività nel capoluogo. La valutazione, sviluppata sotto il profilo clinico, organizzativo, economico e strategico, ha riconosciuto il valore sanitario, sociale e umano della prossimità. La Radioterapia è infatti un’attività prevalentemente ambulatoriale che richiede accessi frequenti e ripetuti: poter ricevere le terapie vicino al proprio luogo di vita riduce gli spostamenti e il peso che ricade sui pazienti e sulle loro famiglie in una fase particolarmente delicata. La scelta compiuta riafferma così la natura universalistica e
pubblica del Servizio sanitario: un sistema responsabile nell’impiego delle risorse, ma chiamato a orientare ogni decisione alla qualità delle cure, all’equità di accesso e alla dignità delle persone. Il presidio radioterapico carpigiano sarà inoltre progressivamente qualificato, con una particolare attenzione alle patologie mammarie e con la prospettiva di introdurre attività di brachiterapia. Uno sviluppo che potrà rafforzare ulteriormente i percorsi dedicati alle patologie urologiche e ginecologiche, in coerenza  con le vocazioni cliniche dell’ospedale di Carpi e con la futura introduzione della chirurgia robotica.

La decisione si inserisce dunque nel più ampio percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale e nella
progettazione del nuovo ospedale di Carpi, chiamato a essere un nodo qualificato e pienamente integrato con Mirandola, il Policlinico e l’intero sistema sanitario modenese.

“La Radioterapia di Carpi rappresenta da tempo un virtuoso esempio di gestione integrata tra le due Aziende Sanitarie della Provincia – sottolineano il Direttore generale dell’Azienda USL di Modena Mattia Altini e il Direttore generale dell’AOU di Modena Luca Baldino – in quanto la direzione della struttura è in capo al Direttore della Radioterapia del Policlinico, il personale medico è dell’AOU di Modena, quello infermieristico è dell’Azienda USL e le due Aziende operano in modo congiunto nella gestione degli spazi e delle attrezzature. Non solo confermiamo un modello vincente, ma grazie alle nuove tecnologie potremo svilupparlo ulteriormente, massimizzando l'efficienza e le sinergie tra le due strutture. Questa organizzazione negli anni si è dimostrata funzionale assicurando ai cittadini dell’Area Nord prestazioni di terzo livello senza la necessità di recarsi a Modena. Questo assetto organizzativo, recentemente rafforzato dalla nascita del Dipartimento Interaziendale di Oncologia ed Ematologia, sotto la direzione del dottor Giuseppe Longo, ha consentito anche di ridurre la mobilità passiva dall’Area Nord, con benefici su tutto il sistema provinciale. Per questo motivo, ci è sembrano naturale promuovere la presenza della Radioterapia, con la stessa formula, anche nel nuovo ospedale di Carpi”.

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato – commenta il prof. Alessio Bruni, Direttore della Radioterapia e coordinatore del Tavolo di lavoro interaziendale – che consolida e potenzia nel medio e lungo periodo un percorso che è già attivo nella nostra Provincia da diversi anni e che consente alla Radioterapia di fornire un presidio di terzo livello nell'Area Nord, nell'ambito del Dipartimento Interaziendale di Oncologia ed Ematologia. La costante rotazione dell'equipe unica di medici e personale sanitario tra le sedi del Policlinico e dell'Ospedale di Carpi, consente di mantenere un alto expertise basata su una solida casistica e sulla partecipazione di entrambe le sedi a percorsi didattici, formativi e di ricerca scientifica nell'ambito della triplice mission dell'AOU di Modena. Il nuovo ospedale di Carpi consoliderà questo percorso a beneficio di tutta la cittadinanza modenese”.

“La decisione approvata all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza – spiega Massimo Mezzetti, Presidente della CTSS di Modena – è la dimostrazione della differenza che esiste tra un’idea di sanità pubblica ed una privata: seppure questa scelta ha un costo risponde ad un criterio di umanizzazione della cura, di prossimità nei confronti di chi vive un disagio ed una sofferenza quasi quotidiana. Ringrazio i Direttori Generali Baldino e Altini per aver condiviso e sostenuto questo principio con me e con il Sindaco Righi”.

“La qualità di un sistema sanitario si misura anche nella sua capacità di restare vicino alle persone quando attraversano i momenti più difficili della loro vita. Ringrazio il gruppo di lavoro e, in particolare, i direttori generali Mattia Altini e Luca Baldino, che hanno scelto di mettere al centro la prossimità delle cure e la dignità dei pazienti. È questa la sanità pubblica e universalistica nella quale crediamo. La conferma della Radioterapia nasce anche dall’intesa tra Carpi e Mirandola e dalla volontà di costruire due ospedali complementari, uniti in una rete oncologica e assistenziale forte per tutta l’Area Nord. Una scelta che riconosce e valorizza il patrimonio di professionalità, solidarietà e volontariato costruito negli anni, anche grazie all’impegno prezioso di AMO, a sostegno dell’ospedale, dei pazienti e delle loro famiglie”, dichiara il sindaco di Carpi Riccardo Righi.

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