Mosca critica il premio per la libertà di stampa conferito a Carpi a Stefania Battistini: “Una presa in giro delle vittime del fascismo”
Il recente conferimento del 'Premio Odoardo Focherini 2025' alla giornalista della Rai, Stefania Battistini, ha suscitato reazioni di forte critica da parte della Russia. La premiazione è avvenuta durante il convegno 'Libertà di stampa e democrazia. Testimoni di ieri e di oggi', tenutosi al Campo di Fossoli, luogo storico legato agli orrori commessi dai nazifascisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha condannato l'assegnazione del premio, definendola "una presa in giro della memoria delle vittime del fascismo".
La polemica è ulteriormente inasprita dalla recente inclusione di Battistini in una lista di ricercati dalle autorità russe, accusata di aver attraversato illegalmente il confine russo nella regione di Kursk mentre seguiva le operazioni militari ucraine. Zakharova ha criticato il lavoro della giornalista, sostenendo che i suoi reportage non mostrano alcun riconoscimento della presunta natura neonazista del regime ucraino, ma si limitano a produrre "materiali esclusivamente propagandistici".
Il Premio Odoardo Focherini, dedicato alla libertà di stampa, è stato istituito dalla Fondazione Fossoli, dall'Associazione Stampa Modenese e dalla Diocesi di Carpi in onore di Odoardo Focherini, un Giusto tra le nazioni e Beato, che fu assassinato dai nazisti per il suo impegno nel salvare ebrei perseguitati durante la Shoah. La giuria ha scelto di premiare Battistini "per la sua capacità di raccontare l'orrore della guerra in Ucraina con coraggio e determinazione".
In risposta al riconoscimento, Battistini ha condiviso sui social la sua emozione per il premio, sottolineando l'importanza della libertà di pensiero e della dignità umana. Ha ricordato la figura di Focherini, evidenziando il suo eroico tentativo di salvare vite umane e la sua tragica fine nel campo di concentramento di Hersbruck. La giornalista ha espresso la convinzione che la lotta per la libertà e la dignità debba sempre prevalere, anche nei momenti più bui della storia.
Questo episodio evidenzia i complessi rapporti tra libertà di stampa, memoria storica e le attuali dinamiche geopolitiche.
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