Calcestruzzo depotenziato alle scuole “Frassoni” di Finale Emilia, prosciolta l’azienda AeC Costruzioni e assolti i vertici
FINALE EMILIA, MIRANDOLA - Prosciolta l'azienda AeC Costruzioni di Mirandola "perchè il fatto non sussiste" e assolti i suoi vertici: è l'esito del processo nato in seguito all'inchiesta sul presunto utilizzo di "calcestruzzo depotenziato" nella costruzione delle nuove scuole medie "Frassoni" di Finale Emilia e di altri edifici di aziende della Bassa modenese in seguito al terremoto del 2012.
L'inchiesta era nata nel 2016 quasi per caso: gli inquirenti, nell'ambito di un'indagine inerente una partita di droga, avevano intercettato un tecnico che parlava di "cubetti", campioni di cemento che vengono analizzati per verifiche di qualità.
Sospettando, per l'appunto, un utilizzo di materiale scadente (cemento con resistenza inferiore a quella richiesta per l'edilizia pubblica) per la costruzione di alcuni edifici, gli inquirenti fecero partire una nuova indagine: ora, però, la vicenda giudiziaria, che, oltre all'azienda AeC Costruzioni, vedeva coinvolta anche la Betonrossi di Piacenza, azienda fornitrice del cemento a cui veniva contestato il reato più grave (associazione a delinquere), si è definitivamente conclusa.
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