Finale Emilia, inchiesta calcestruzzo depotenziato: al via il processo
FINALE EMILIA- Prima udienza in tribunale, a Piacenza, per i 19 imputati dell'indagine relativa al calcestruzzo depotenziato che portò al divieto di accesso alle scuole medie "Frassoni" di Finale Emilia.
Al centro dell’inchiesta ci sono due aziende: la Betonrossi di Piacenza, fornitrice del cemento, e la AeC di Modena, l’impresa che ha realizzato gli edifici. Secondo le indagini sarebbe stato utilizzato calcestruzzo impastato con troppa acqua e sabbia, la cui tenuta sarebbe - secondo gli inquirenti - pertanto scarsa rendendo possibili crolli improvvisi soprattutto - è la tesi d'accusa - in corrispondenza di fenomeni sismici.
Il tribunale di pertinenza è quello di Piacenza perché, come si legge sulla stampa locale, è lì che ha sede la BetonRossi. Alla quale- oltre ai reati di truffa aggravata, falsità ideologica e frode in pubbliche forniture- è contestato il più grave, l'associazione a delinquere. Da qui la scelta del tribunale piacentino.
Presente alla prima udienza la Regione Emilia-Romagna che ha finanziato con le risorse messe in campo per la ricostruzione post-sisma i cantieri e il Comune di Finale Emilia.
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