Llc, ematologo Zinzani: “Pirtobrutinib in seconda linea efficace e ben tollerato”
(Adnkronos) - “Il valore aggiunto del pirtobrutinib si inserisce nell’ambito di un trattamento sequenziale del paziente con leucemia linfatica cronica il cui percorso parte con una terapia di prima linea che può essere fixed duration o until progression”, quindi a durata fissa o fino a progressione. “Nel momento in cui si perde la risposta”, il paziente “entra in una seconda linea di trattamento dove deve esserci un farmaco ben tollerato - e pirtobrutinib è un farmaco che ha sicuramente un ridotto profilo di tossicità - e soprattutto ha efficacia, una buona durata di risposta, di contenimento, di controllo della malattia, con un’ottima qualità di vita, che dà la possibilità di avere altri anni di controllo della malattia nella sequenzialità terapeutica: un aspetto fondamentale per questa tipologia di pazienti”. Così Pier Luigi Zinzani, professore ordinario di Ematologia, direttore dell’Istituto di ematologia Seràgnoli dell’Università di Bologna, commenta il via libera dell’Aifa-Agenzia italiana del farmaco al rimborso per pirtobrutinib per i pazienti adulti con Llc recidivante o refrattaria precedentemente trattati con un inibitore covalente di Btk (tirosina chinasi di Bruton).
“La possibilità dell’utilizzo del pirtobrutinib in seconda linea - chiarisce Zinzani - giocherà un ruolo veramente importante per i pazienti con leucemia linfatica cronica. Sicuramente pirtobrutinib, un Btk inbitore non covalente, in seconda linea, gioca un ruolo fondamentale nell’approccio terapeutico del paziente” con Llc recidivante o refrattaria. La leucemia linfatica cronica “è una malattia potenzialmente guaribile solo in pazienti, dove è possibile eventualmente giocarsi la carta del trapianto allogenico da donatore - illustra l’ematologo - ma questo avviene soprattutto nei pazienti giovani, che sono tutto sommato una rarità, perché la malattia è soprattutto della sesta, settima decade di vita”, quindi in over 60. “A oggi, dove da 10 anni a questa parte non si usa più la convenzionale chemioterapia, ma si usano farmaci biologici come possono essere i Byk covalenti, i Btk non covalenti, quindi a somministrazione orale, e degli anticorpi monoclonali e dei Bcl 2 inibitori, che sono anch’essi dei farmaci orali, c’è un controllo, una riduzione della malattia, ma non viene eradicata: viene ridotta ai minimi termini con un buon profilo di tossicità e un’ottima qualità di vita del paziente”.
Dopo anni di trattamento “si formano delle resistenze farmacologiche - precisa Zinzani - In questo caso pirtobrutinib è la terapia di seconda linea che funziona bene, è ben tollerata, con un’ottima qualità di vita nel trattamento. Questo ci dà la possibilità, per diversi anni, di avere un controllo della malattia, come dimostra anche lo studio che ha portato alla registrazione di questa molecola nell’ambito dell’algoritmo terapeutico della Llc”.
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