Finale Emilia, accelerazione nell’inchiesta sul calcestruzzo depotenziato
FINALE EMILIA - Si registra una accelerazione nell'inchiesta relativa al calcestruzzo depotenziato che portò al divieto di accesso alle scuole medie "Frassoni" di Finale Emilia. L'inchiesta, si legge sulla "Gazzetta di Modena", di cui si sta occupando la Squadra Mobile della Polizia di Modena, si starebbe orientando su vari tipi di reati: dall'associazione a delinquere, contestata ai manager di Betonrossi, ditta di Piacenza della cui galassia fa parte l'azienda che ha fornito il calcestruzzo in questione, alla frode in pubbliche forniture, alla truffa aggravata, per finire con falsità ideologica. Va, comunque, ricordato che le scuole "Frassoni", costruite dopo il sisma del 2012, sono risultate del tutto sicure, nonostante l'utilizzo di una qualità di calcestruzzo inferiore rispetto a quanto preventivato.
LEGGI ANCHE:
- Modena, ragazza 21enne minacciata e aggredita con un pezzo di vetro da una tossicodipendente
- UniMORE celebra i 45 anni della Scuola di Informatica, in Italia è presente solo a Modena e Siena
- Payback sui dispositivi medici, Confindustria Emilia-Romagna al fianco delle imprese: "A rischio produzione, investimenti e occupazione del distretto biomedicale di Mirandola"
- Nuoto, i campioni dello Sweet Team Modena accolti in Municipio
- Payback sui dispositivi medici, CNA e Lapam Confartigianato: "Serve l’abolizione definitiva della norma"
- Jessica Rosval del ristorante 'Al Gatto Verde' di Modena è la migliore donna chef del mondo
- Rinasce la 'Goldoni' di Migliarina di Carpi











































