Camposanto come C.S.I.: in arrivo fotosegnalatore per la Polizia Municipale della Bassa modenese
Strumenti degni dei migliori profiler dei telefilm polizieschi? Quasi: è una tecnologia sofisticata che eviterà agli operatori della Polizia Municipale di scortare i sospettati fino a Modena. Proprio in questi giorni la Polizia Municipale dell’Area Nord sta allestendo nel comando di Camposanto un spazio che accoglierà nuove attrezzature. Si tratta di un ufficio di fotosegnalamento, detto anche gabinetto di fotosegnalamento. In pratica sono strumenti essenziali per identificare e segnalare gli indagati, raccogliere impronte digitali e scattare foto.
Costo del dispositivo: 40mila euro. Peccato che prima di Mirandolexit l’ufficio di fotosegnalamento fosse già disponibile per tutti i Comuni dell’Ucman. Dopo il “divorzio”, Mirandola ha acquisito il gabinetto e gli altri 8 comuni sono rimasti sprovvisti. Ecco quindi che l’ente ha deciso di affrontare questa spesa: il 75% di quei 40mila euro a carico della Regione Emilia-Romagna e il 25% a carico dell’Ucman, che per coprire la sua quota ha utilizzato fondi ricavati dalle contravvenzioni. Almeno l’acquisto, reso possibile anche dal rimpolpamento dell’organico della PM, consentirà all’Unione di avere di nuovo un ufficio di fotosegnalamento.
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Perché è una buona notizia? Semplice: questa attrezzatura eviterà agli agenti di viaggiare fino a Modena per fotosegnalare i sospetti, ad esempio gli immigrati irregolari. Attualmente gli operatori devono percorrere 60 chilometri tra andata e ritorno per recarsi fino al capoluogo per effettuare questa operazione. Nei casi migliori possono appoggiarsi a Carpi o al Commissariato di Mirandola, ma solo negli orari di apertura delle sedi. Invece da gennaio - quando l’ufficio dovrebbe entrare in funzione - la strumentazione faciliterà la vita non solo alla Polizia Municipale della Bassa, ma a tutte le forze dell’ordine dei territori limitrofi.
Infatti Donato Caccavone, Comandante del Corpo Intercomunale dell’Ucman, vuole mettere a disposizione il gabinetto della scientifica anche agli operatori del Basso mantovano, delle Terre d’Argine, di Modena, Crevalcore e di tutti i presidi della zona che dovessero averne bisogno. Per questo si è scelto di collocare l’ufficio a Camposanto: è equidistante da tutte queste aree.
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“Ho informato il Comandante Scannapieco di Cavezzo e il Comandante Ferioli di Finale Emilia – dice Donato Caccavone – Ho parlato anche con quelli di Crevalcore e Sorbara. Insomma l’attrezzatura servirà una vasta area. L’abbiamo collocata nel comando di Camposanto perché oltre ad essere un punto strategico ospita locali idonei al piano terra. L’investimento migliorerà la qualità del lavoro e soprattutto la sicurezza degli operatori, perché far viaggiare un agente fino a Modena con una persona fermata ovviamente è preoccupante. Utile quindi avere la possibilità di fotosegnalare il sospettato direttamente qui sul territorio”.
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