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01 Novembre 2026
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Messa in sicurezza dei fiumi, la denuncia dei comitati cittadini: “A Modena realizzati solo il 20% dei progetti disponibili”

MODENA - Pubblichiamo il documento comunitario da parte dei Comitati Cittadini Apolitici, Comitato Arginiamo – Comitato Secchia – Comitato Salute Ambientale Campogalliano – Comitato Modena Respiriamo Aria Pulita, sulle situazioni urgenti e di maggior pericolo dei fiumi modenesi.

La nostra attività di tentativo di messa in sicurezza del nodo idraulico modenese risale a più di dieci anni fa, con la nascita del Comitato ArginiaMO, a gennaio 2014, in séguito all’alluvione che ha colpito Bastiglia ed altri paesi della zona Nord.

Vogliamo evidenziare nuovamente la situazione di estrema pericolosità in cui versa il nodo idraulico modenese. Per brevità, citeremo solo le situazioni più gravi, anche se i punti da considerare sono davvero molti e tutti importanti.

In questi dieci anni abbiamo fatto tutto ciò che è umanamente possibile per riuscire a mettere nel giusto allarme chi aveva -ed ha- la precisa responsabilità di sanare questa situazione: articoli sulla stampa, riunioni pubbliche, prese di contatto con tutte le figure politiche interessate (sindaci, assessori, responsabili sia della Provincia, che della Regione, organi della Protezione Civile, figure apicali dell’Aipo, specialisti della materia quali docenti universitari ed altri studiosi).

Abbiamo persino avanzato due denunce, rispettivamente alle procure di Modena e di Parma.

Il risultato di questa opera incessante da parte nostra equivale praticamente a poco più di zero.

Queste le situazioni urgenti e di maggior pericolo che vogliamo evidenziare:

Fiume Secchia


Come ormai arcinoto, il fiume Secchia si può considerare in sicurezza solo relativamente alle piene cosiddette piccole, classificate TR20, e attendibilmente così rimarrà per i prossimi 10 anni, non esistendo progetti per la sua messa in sicurezza neppur ad un livello minimo, che è quello relativo ad una piena centenaria TR100.

Oggi la cassa di espansione ha una capacità limitata a fare fronte ad una piena piccola (TR20). In caso di piena media (TR50) si verificherebbe la tracimazione degli argini del fiume e il loro probabile cedimento a valle della cassa stessa. Nel caso invece di una piena grande (TR200) è probabile la tracimazione addirittura degli argini della cassa di espansione, con il loro conseguente cedimento.
Questa situazione è denunciata ormai da anni attraverso le relazioni tecniche di Aipo e addirittura confermata attraverso quelle del “Piano di Assetto Idrogeologico”. Ciò è dovuto ad un errore progettuale delle bocche della diga.

Fiume Panaro


Il suo sistema arginale a valle di Modena è stato valutato inadeguato dalla commissione d'inchiesta relativa all’alluvione del 2020, il quale fu causato da una rotta arginale. La relazione denuncia la presenza di un’arginatura del tutto inadeguata, quanto a larghezza, sagomatura e materiale impiegato. Ciò, oltre ad una scarsa manutenzione, per lo meno per il passato: eloquente il fatto che la Regione Emilia-Romagna non abbia fatto nulla per i nei 5 anni successivi all’evento alluvionale.

 

Ponte Alto sul Secchia


Esso espone una quota inferiore di oltre 2 metri rispetto al livello di sicurezza: una rottura in questo punto provocherebbe un autentico disastro per la città di Modena, in particolare nella zona Nord, il quartiere Sacca andrebbe sott’acqua per ben 3 metri. Urgono quindi interventi come specificato nelle relazioni tecniche di Aipo da ben 10 anni. Anche qui, dobbiamo denunciare il totale disinteresse a questo riguardo di Regione, Provincia e Comune di Modena (non esiste nemmeno un progetto al riguardo).

 

Delocalizzazioni

 

La Regione argomenta di delocalizzazioni degli edifici situati in zone pericolose (se i cittadini sono d’accordo) ma non fa cenno alcuno quanto a priorità.
A Modena vi sono edifici costruiti addirittura dentro la sede fluviale, mettendo a rischio tutta la collettività. Questi casi si riscontrano nel Panaro, alla confluenza col Tiepido, a Navicello e sul Secchia a Ponte Alto. Come intendono operare le autorità in tal senso, prima che la situazione diventi realmente emergenziale?

Le affermazioni ci cui sopra sono supportate dalle seguenti relazioni:
• Aipo 2016 - Messa in sicurezza del Secchia per piena TR 200, redatta dal direttore di Aipo ingegner Zanichelli.
• PAI Piano di Assetto Idrogeologico - 2022.
• Commissione d'inchiesta della Regione ER - Alluvione del Panaro 2020.
• Carta di allagamento per rotta arginale sul Secchia a Ponte Alto, redatta dal Professor Mignosa dell’Università di Parma.

Inoltre:
Durante l’incontro in Regione con i comitati alluvionati 2023-2024, presente la Sottosegretaria alla Presidenza della Regione Manuela Rontini, il Commissario per la ricostruzione post alluvione
ingegner Fabrizio Curcio ha precisato che il suo ruolo è legato alla gestione dell’emergenza e non a quello della messa in sicurezza del territorio, la quale sarà presa in carico dagli Enti Territoriali.

• Consideriamo che una separazione così netta dei ruoli rischia di riproporre gli stessi errori verificatesi dopo l'alluvione del Secchia nel 2014.
L’ingegner Curcio ha parlato di delocalizzazione degli edifici a rischio in modo solo generico, senza accennare a criteri di priorità: quali sono gli edifici che per primi mettono a rischio la collettività.

• Evidentemente, non è materia di sua di sua competenza.
A Modena, dopo l'alluvione del 2014, venne operato il ripristino delle opere danneggiate e forniti i contributi ai cittadini danneggiati.

• Ad oggi, la messa in sicurezza del territorio è stata realizzata solo nella misura del 20% dei progetti disponibili.

Infine:
• Stando alla relazione Rinaldi-Solari del 2021 quali opere sono state previste concernenti il tratto arginato a valle della cassa di espansione del Secchia?
• Relativamente alla cassa di espansione secondaria di Campogalliano, ma con riferimento alla parte interna dell’arginatura (piede dell’argine maestro) abbiamo notato la presenza di uno scavo
rilevante per la lunghezza di circa un chilometro. L’operazione pare essere tuttora in corso, pur in questo periodo autunnale inoltrato. Questo fatto ci sorprende e per certi versi ci preoccupa anche. Sono gradite delle spiegazioni a questo riguardo.

Confidiamo che il nostro appello non cada ancora una volta nel vuoto

Leggi anche: Alluvione del 2020 a Nonantola, fu colpa della scarsa manutenzione di Aipo

 

 

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