Mostra video porno agli studenti, prof licenziata e reintegrata dal Tribunale. Con il risarcimento
Nonostante l’episodio giudicato particolarmente grave, una insegnate modenese di scuola superiore tornerà in servizio come assistente amministrativa e riceverà anche gli stipendi non percepiti, una cifra che ammonta a circa 40 mila euro. Lo ha stabilito il Tribunale civile, sezione Lavoro, chiamato a pronunciarsi sul caso che ha coinvolto l’Istituto Corni.
I giudici hanno confermato la correttezza della rimozione dall’incarico di insegnante, ma hanno chiarito che tale provvedimento non poteva incidere sul rapporto di lavoro a tempo indeterminato già in essere come personale ATA. Secondo la sentenza, infatti, la perdita della funzione docente non comporta automaticamente la cessazione dell’attività amministrativa.
I fatti contestati
La vicenda trae origine da un episodio avvenuto il 16 gennaio 2023 all’interno dell’edificio scolastico. In quella circostanza, la donna avrebbe mostrato ad alcuni studenti un filmato pornografico che la ritraeva insieme al proprio compagno. Le segnalazioni facevano inoltre riferimento a comportamenti fisici ritenuti inappropriati, come abbracci e contatti ravvicinati, che avrebbero coinvolto anche parti intime di alcuni alunni.
Procedimento penale e valutazione disciplinare
A seguito dei fatti erano state avviate indagini penali per ipotesi di adescamento di minori, successivamente archiviate. Ciò nonostante, il Tribunale civile ha esaminato la documentazione dell’inchiesta, ritenendo comunque fondato l’addebito disciplinare legato alla proiezione del video a contenuto sessuale in ambito scolastico. In sentenza viene precisato che la visione del filmato non sarebbe avvenuta sotto costrizione.
Il reintegro nel ruolo ATA
Al momento dei fatti, la dipendente stava svolgendo una supplenza come docente di sostegno e aveva chiesto un periodo di aspettativa dal suo incarico originario di ATA, ricoperto presso un altro istituto superiore, fino a giugno 2023.
Il giudice del lavoro ha quindi disposto il reintegro nel ruolo di assistente amministrativa, sottolineando che si tratta di una mansione esclusivamente burocratica, priva di contatti diretti con gli studenti e focalizzata su attività di segreteria, contabilità e gestione amministrativa. Poiché non era stata avviata una procedura di licenziamento per giusta causa relativa a tale profilo, il contratto a tempo indeterminato è rimasto valido.
La decisione prevede inoltre effetti retroattivi: l’amministrazione scolastica è stata condannata a corrispondere alla lavoratrice le retribuzioni maturate dal luglio 2023 fino al 2 gennaio 2024.
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