Carcere minorile di Bologna, Ascari e Casadei (M5S): “Criticità strutturali e carenze di organico mettono a rischio detenuti e agenti”
BOLOGNA - Pubblichiamo il comunicato di Stefania Ascari - Deputata M5S e Lorenzo Casadei - Consigliere regionale M5S Emilia-Romagna, dopo la visita al carcere minorile di Bologna.
Abbiamo effettuato una visita ispettiva all'Istituto Penitenziario Minorile (IPM) di Bologna, incontrando il direttore Lorenzo Roccaro e visitando i due piani dell’istituto, dove sono presenti oltre 40 giovani detenuti. Abbiamo ritenuto indispensabile verificare con urgenza condizioni, procedure e presidi di sicurezza, anche alla luce del grave episodio riportato dagli organi di stampa, dove una agente di Polizia Penitenziaria sarebbe stata oggetto di molestie e violenza sessuale durante dei colloqui a distanza in una sala particolarmente isolata che rende complesso l'immediato intervento dei colleghi. A ciò si aggiunge un problema diffuso in tutto l'istituto, con molte telecamere di sorveglianza posizionate ad altezza uomo, quindi facilmente copribili o eludibili, con un evidente indebolimento delle misure di prevenzione e tutela.
Quanto riscontrato conferma un quadro che denunciamo da anni. L’IPM opera con personale sottodimensionato e in una struttura inadeguata, con conseguenze dirette non solo sull’incolumità dei giovani detenuti, ma anche sulla sicurezza delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, costretti a lavorare in condizioni spesso esasperanti.
La struttura dell'IPM di Bologna, ricavato da un ex convento, non è mai stato adeguato in modo risolutivo agli standard necessari, con una configurazione che ruota su una scala unica, una compartimentazione insufficiente, e con un rischio di evasione che nel tempo si è già concretizzato e che è noto anche ai detenuti presenti, oltre a punti ciechi e una sorveglianza visiva e uditiva inadeguata.
Di fronte a questo quadro, non è più tollerabile l’immobilità del Governo. Le criticità sono note da tempo e continuano a produrre rischi concreti. Servono interventi immediati, dal potenziamento urgente dell’organico della Polizia Penitenziaria agli interventi strutturali per ridurre i rischi all'incolumità dei presenti e ripristinare standard minimi di sicurezza e gestione delle emergenze.
Per la tutela dei diritti dei giovani detenuti e la sicurezza del personale servono risposte operative immediate, per questo presenteremo interrogazioni in Parlamento e in Regione per fare emergere tutte le responsabilità politiche di un Governo che continua a togliere risorse per la Polizia Penitenziaria, la sicurezza degli istituti e per la dignità dei giovani detenuti.
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