Modena capitale del giornalismo d’inchiesta: torna DIG Festival con oltre cento eventi
MODENA – Cinque giorni, oltre cento eventi, decine di giornalisti, registi, scrittori, studiosi e artisti da tutto il mondo. Dal 23 al 27 settembre torna a Modena DIG Festival, arrivato alla dodicesima edizione e ormai diventato uno dei principali appuntamenti europei dedicati al giornalismo investigativo e al reportage.
Il titolo scelto per il 2026 è “Bella Ciao”, un richiamo esplicito al valore della democrazia, della libertà di stampa e del diritto di critica. Il festival intende dedicare questa edizione a chi, nel giornalismo, nella scuola, nella cultura e nella società civile, lavora per difendere gli spazi di dissenso e contrastare repressione, intimidazioni, precarietà e autocensura.
Al centro del programma ci saranno alcune delle grandi questioni del presente: guerra e repressione, crisi dell’informazione, emergenza climatica, giustizia sociale, nuovi fascismi, tecnologia, democrazia e resistenza.
Tra gli ospiti più attesi ci sono la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, la storica Anna Foa, la giornalista e scrittrice Paola Caridi, Vinicio Capossela, Pierpaolo Capovilla, il giornalista Marco Travaglio, lo scrittore e giornalista Marco D’Eramo, il regista croato Igor Bezinović, la responsabile dell’AI Accountability Network del Pulitzer Center Joanna Kao e numerosi altri protagonisti del giornalismo internazionale.
L’apertura con Paola Caridi
L’inaugurazione è in programma mercoledì 23 settembre alle 21 nella Chiesa di San Carlo, con la lectio magistralis di Paola Caridi, dal titolo Lo spettro del carnefice.
Giovedì 24 settembre, sempre nella Chiesa di San Carlo, si apriranno invece i DIG Awards 2026, con una serata che vedrà tra gli ospiti anche Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla.
Il programma comprende più di quaranta talk pubblici, alcuni realizzati in collaborazione con realtà internazionali come BBC, Pulitzer Center e Journalismfund.
Cinema e inchieste da tutto il mondo
Uno dei cuori del festival sarà ancora una volta il cinema documentario.
Al Cinema Astra saranno proiettati i 25 documentari finalisti dei DIG Awards, scelti tra oltre 300 lavori arrivati da redazioni, broadcaster e produttori indipendenti di tutto il mondo.
Accanto al concorso ci sarà anche la sezione DIG Extra, con undici appuntamenti fuori concorso e numerose anteprime italiane.
Tra i titoli in programma Fiume o morte! di Igor Bezinović, 80 Angry Journalists, dedicato alle dimissioni di massa dei giornalisti della testata ungherese Index.hu, Ghost in the Machine, sulla storia politica e sociale dell’intelligenza artificiale, e Naza, dedicato alle testimonianze anonime di militari e agenti dell’intelligence israeliani sulle procedure di sorveglianza e bombardamento a Gaza.
DIG entra anche nelle scuole
Torna anche DIG at School, il programma dedicato agli studenti delle scuole superiori.
Per il 2026 sono state aggiunte quattro matinée e le adesioni hanno già superato quota 1.500 studenti provenienti da sei istituti.
Al Cinema Astra ragazze e ragazzi assisteranno alla proiezione di documentari d’inchiesta e potranno confrontarsi direttamente con autori e giornalisti.
Mostre, musica e formazione
Il festival non sarà soltanto giornalismo.
Sono previste quattro mostre, tra cui quella dell’artista francese Mad Meg, autrice del “DIG Watchdog 2026”, il cane da guardia simbolo della manifestazione.
In programma anche tre grandi serate musicali, con sei concerti complessivi, oltre a performance, podcast, masterclass e tredici workshop della DIG Academy, accreditati per la formazione professionale dei giornalisti.
Sabato sera sarà invece il momento della consegna dei DIG Awards e del DIG Pitch “Matteo Scanni”, il premio in denaro destinato a un documentario d’inchiesta ancora in fase di sviluppo o produzione.
«Senza informazione libera non può esserci piena cittadinanza»
Il festival è sostenuto, tra gli altri, da Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena e Fondazione di Modena.
«Ospitare DIG significa accogliere non soltanto un festival del giornalismo, ma uno spazio di democrazia», ha sottolineato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
Per il sindaco, in un contesto segnato da disinformazione, propaganda, velocità dei social e concentrazione dei poteri economici, il giornalismo d’inchiesta mantiene un ruolo decisivo nel garantire ai cittadini il diritto di conoscere i fatti e formarsi liberamente un’opinione.
È questa la cornice nella quale Modena, dal 23 al 27 settembre, tornerà a trasformarsi in uno dei principali punti di incontro europei per chi fa del giornalismo uno strumento di ricerca, verifica e controllo del potere.
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