Federconsumatori: “Diesel, a Modena qualcosa non torna: uno su cinque è già a 2,40 euro”
MODENA – A Modena qualcuno ci marcia? Non abbiamo elementi per affermarlo. Ma davanti ai prezzi del gasolio registrati oggi nella nostra provincia una domanda è più che legittima: perché proprio qui i rincari sembrano correre più velocemente che nel resto dell’Emilia-Romagna?
I numeri parlano abbastanza chiaro. Si legge nella nota di Federconsumatori provincia di Modena APS:
Alle ore 14 di lunedì 21 settembre, 54 distributori modenesi su 259 avevano raggiunto o superato quota 2,399 euro al litro per il gasolio in modalità self service. In pratica il 21% degli impianti, più di uno su cinque.
E nel resto della Regione?
A Bologna la percentuale si ferma al 15%. Parma, Piacenza e Ferrara sono all’11%, Reggio Emilia al 9%, Rimini al 7%, Ravenna al 6%. Chiude Forlì-Cesena con appena il 4%.
Significa che a Modena la quota di distributori arrivati attorno ai 2,40 euro è più di cinque volte quella di Forlì-Cesena.
Ma c’è un confronto ancora più eloquente: mettendo insieme tutte le province emiliano-romagnole tranne Modena, la percentuale media degli impianti che hanno raggiunto quella soglia è di circa il 10%.
A Modena siamo al 21%. Più del doppio.
Il gasolio nazionale sale di un millesimo, a Modena uno su cinque è già a 2,40
Il dato diventa ancora più difficile da ignorare se lo si mette accanto all’andamento nazionale.
Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi il prezzo medio nazionale del gasolio self sulla rete stradale è di 2,335 euro al litro, contro i 2,334 euro di ieri.
Un aumento di un millesimo di euro al litro.
Naturalmente il prezzo alla pompa non dipende soltanto dall’andamento quotidiano del petrolio greggio. Contano le quotazioni internazionali del prodotto raffinato, il cambio euro-dollaro, i costi di approvvigionamento, la logistica e i margini della filiera.
Ma resta la domanda: perché a Modena la corsa sembra partire prima e andare più veloce che altrove?
Perché, a fronte delle medesime dinamiche nazionali e internazionali, in provincia di Modena più di un distributore su cinque è già arrivato attorno ai 2,40 euro, mentre nel resto dell’Emilia-Romagna la quota media è meno della metà?
Soliera e Sassuolo a 2,469 euro
Poi ci sono i prezzi estremi.
Sulla rete ordinaria regionale il valore più alto tra quelli rilevati è a Ferrara, dove un distributore ha comunicato 2,559 euro al litro per il diesel self. A Rimini si arriva a 2,497 euro.
Subito dietro compaiono anche due impianti modenesi: a Soliera e Sassuolo per un litro di gasolio self servono 2,469 euro.
Sulla rete autostradale, intanto, diversi distributori dell’Emilia-Romagna sono già arrivati a 2,499 euro al litro, praticamente 2,50 euro.
E poi c’è Formigine.
Qui nei dati comunicati compare addirittura un prezzo di 2,8 euro al litro per il gasolio. Una cifra talmente fuori scala rispetto alle medie da meritare una verifica specifica, anche per escludere un errore nella comunicazione del prezzo. Il distributore in questione, a Formigine, vende gasolio a 2,8 (2,799) in modalità servito. Si tratta del record assoluto regionale per la modalità servito nella rete stradale.
Ma pure mettendo da parte questo caso estremo, il quadro modenese resta.
Non basta dire che “sono aumentati i carburanti”
È troppo semplice liquidare tutto dicendo che il gasolio sta aumentando.
Sta aumentando in tutta Italia. Ma i numeri dicono che a Modena la concentrazione dei prezzi più alti è decisamente superiore rispetto alle province vicine.
Ed è questo che merita una spiegazione.
Ogni distributore è libero di determinare il proprio prezzo e possono esserci differenze legate agli approvvigionamenti, ai contratti, alla posizione dell’impianto e ai costi sostenuti. Nessuno di questi elementi, da solo, permette di parlare di speculazione.
Ma quando 54 impianti su 259 superano contemporaneamente una determinata soglia e la percentuale provinciale è più del doppio della media regionale, chiedere che cosa stia accadendo non è populismo.
È una domanda di trasparenza.
Perché il gasolio non è un bene voluttuario. Lo compra chi deve andare al lavoro, chi accompagna i figli a scuola, chi utilizza un furgone per lavorare, chi vive nei paesi dove il trasporto pubblico spesso non rappresenta una reale alternativa all’automobile.
Oggi discutiamo dei 2,40 euro al litro. In alcuni distributori siamo già vicini ai 2,50.
Prezzi che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati impensabili.
E forse la cosa di cui dovremmo preoccuparci di più è proprio questa: che, rincaro dopo rincaro, finiscano per sembrarci normali.
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