Dal tribunale alla corsia: la “seconda chance” che salva la sanità modenese
Modena scopre il volto umano della giustizia riparativa. Non più solo aule di tribunale e fascicoli penali, ma biblioteche ospedaliere, accoglienza ai fragili e supporto amministrativo. I numeri del quinquennio 2021-2025 parlano chiaro: 280 persone coinvolte tra Azienda Ospedaliero-Universitaria e AUSL per percorsi di "messa alla prova" e lavori di pubblica utilità.
Un esercito del bene: i numeri del riscatto
Il bilancio sociale di questa collaborazione tra Sanità e Tribunale è impressionante. Solo nell'AOU, i partecipanti hanno donato alla comunità circa 4.500 ore, con un picco nel solo 2025. Ma è sul fronte AUSL che i numeri diventano monumentali: ben 54.767 ore di servizio restituite alla collettività.
"Non vediamo esecutori di una pena, ma persone che riscoprono il proprio valore", spiega la dottoressa Cinzia Zanoli, responsabile del progetto. L'obiettivo è trasformare l'obbligo di legge in un'esperienza di cittadinanza attiva.
Dalla colpa al volontariato: storie di rinascita
L'aspetto più sorprendente emerge dalle parole dei Direttori Generali Luca Baldino (AOU) e Mattia Altini (AUSL): molti di coloro che entrano in ospedale per "pagare un debito" con lo Stato, decidono di rimanere come volontari anche a percorso concluso.
Particolarmente toccanti sono le storie di ex pazienti che, dopo aver affrontato cure complesse, hanno chiesto di svolgere il proprio servizio proprio in quelle strutture che li hanno salvati, chiudendo un cerchio fatto di cura e gratitudine.
La giustizia che educa
Soddisfatto anche il Presidente del Tribunale di Modena, Alberto Rizzo, che punta ora al passo successivo: portare i protagonisti di questi percorsi nelle scuole. Il racconto di chi ha trasformato un errore in un'opportunità diventerà un "seme di legalità" per le nuove generazioni, dimostrando che la sanità modenese non è solo un luogo di cura medica, ma anche di guarigione sociale.
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